Consenso informato · Chiropratico
Consenso informato per l'aggiustamento delle estremità
L'aggiustamento delle estremità applica mobilizzazioni e, quando indicato, manipolazioni alle articolazioni periferiche (spalla, gomito, polso, anca, ginocchio, caviglia). Il consenso informato deve coprire le controindicazioni specifiche delle articolazioni periferiche, come le protesi articolari e l'artrite settica.
Quadro normativo in breve
La chiropratica è riconosciuta tra le professioni sanitarie dalla Legge 11 gennaio 2018, n. 3 (art. 7); i decreti attuativi che ne definiscono profilo e percorso formativo sono in corso di adozione. Si occupa di diagnosi, trattamento e prevenzione dei disturbi del sistema neuro-muscolo-scheletrico, con particolare attenzione alla colonna vertebrale. Il consenso informato è acquisito ai sensi della Legge 219/2017; i dati sanitari sono trattati secondo il GDPR (art. 9).
Cos'è: Aggiustamento delle estremita'
L'aggiustamento delle articolazioni periferiche (estremita') prevede l'applicazione di tecniche manuali — mobilizzazioni e, quando indicato, manipolazioni a bassa ampiezza — sulle articolazioni degli arti superiori (spalla, gomito, polso, mano) e inferiori (anca, ginocchio, caviglia, piede). Le indicazioni comprendono: disfunzioni articolari post-traumatiche, sindrome da conflitto sub-acromiale, epicondilite, tunnel carpale (componente articolare), disfunzioni dell'anca, sindrome femoro-rotulea, distorsioni di caviglia con residuo di rigidita'. Le evidenze sono piu' limitate rispetto alla colonna vertebrale, ma studi clinici (Brantingham et al., 2012, Journal of Manipulative and Physiological Therapeutics) documentano benefici per le disfunzioni articolari degli arti, in particolare per la caviglia e la spalla.
Rischi documentati
Indolenzimento articolare transitorio (20-30%); raro aggravamento di una tendinopatia se la tecnica e' applicata in fase infiammatoria acuta; possibilita' di lesione del labbro glenoideo (spalla) o dei legamenti in caso di manipolazione ad alta velocita' su articolazioni ipermobili o con lesioni preesistenti.
Le protesi articolari sono una controindicazione per il rischio di lussazione protesica, così come le lussazioni in atto e l'artrite settica: il consenso documenta la verifica di queste condizioni.
Controindicazioni
Controindicato su articolazioni con fratture, lussazioni in atto, infezioni articolari (artrite settica), protesi articolari (rischio di lussazione protesica), neoplasie ossee. Cautela in: ipermobilita' articolare generalizzata, artrite reumatoide in fase attiva, versamento articolare significativo.
Cosa fare prima e dopo il trattamento
Prima: comunicare pregressi traumi, interventi chirurgici o protesi nell'articolazione da trattare; segnalare instabilita' o lussazioni precedenti. Dopo: e' possibile un lieve indolenzimento; eseguire gli esercizi domiciliari eventualmente indicati. Evitare: carichi pesanti sull'articolazione trattata nelle 24 ore successive. Attenzione: segnalare gonfiore, instabilita' o dolore persistente dopo il trattamento.
Cosa deve contenere il consenso informato
- Descrizione delle tecniche sulle articolazioni periferiche trattate
- Indolenzimento articolare transitorio possibile (20–30%)
- Cautela in caso di tendinopatia in fase infiammatoria acuta
- Esclusione di fratture, lussazioni in atto e artrite settica
- Verifica della presenza di protesi articolari nell'area
- Diritto di revoca e firma documentata
Domande frequenti
Su quali articolazioni si interviene?
Sulle articolazioni periferiche, o estremità: spalla, gomito, polso, anca, ginocchio e caviglia, con mobilizzazioni e, quando indicato, manipolazioni adattate alla singola articolazione.
Ci sono effetti collaterali?
Un indolenzimento articolare transitorio nel 20–30% dei casi; raramente l'aggravamento di una tendinopatia se la tecnica è applicata in fase infiammatoria acuta. La selezione della tecnica tiene conto dello stato dell'articolazione.
Si può fare con una protesi articolare?
Le protesi articolari sono una controindicazione per il rischio di lussazione protesica, insieme a fratture, lussazioni in atto e artrite settica. La presenza di protesi va sempre dichiarata nell'anamnesi prima del trattamento.
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Contenuti verificati al 2026-06-13. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro — Chiropratica (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · Legge 11 gennaio 2018, n. 3, art. 7 — professioni sanitarie