Consenso informato · Igienista dentale

Consenso informato per l'air-polishing (aeropolishing)

L'air-polishing rimuove placca, biofilm e pigmentazioni con un getto pressurizzato di aria, acqua e polvere, sopra e — con ugelli dedicati e polveri poco abrasive — sotto il margine gengivale. È una tecnica a basso rischio, efficace quanto la strumentazione tradizionale sui parametri parodontali, ma il consenso informato deve dedicare spazio a due aspetti tecnici che ne governano la sicurezza: la scelta della polvere in funzione delle superfici da trattare e una complicanza rara ma seria, l'enfisema sottocutaneo.

Quadro normativo in breve

La prestazione è erogata dall'Igienista dentale, professionista sanitario iscritto all'Albo (Ordine TSRM e PSTRP), ai sensi del profilo professionale D.M. 137/1999 (prevenzione delle affezioni oro-dentali su indicazione dell'odontoiatra) e della L. 43/2006. Il consenso è acquisito ai sensi della Legge 219/2017; lo sbiancamento con perossido di idrogeno 0,1–6% richiede esame odontoiatrico preventivo, primo utilizzo sotto supervisione dell'odontoiatra ed è vietato sotto i 18 anni (Reg. CE 1223/2009, Dir. 2011/84/UE).

Cos'è: Air-polishing (aeropolishing con polveri di glicina, eritritolo o bicarbonato)

Tecnica di rimozione di placca, biofilm e pigmentazioni mediante getto pressurizzato di aria, acqua e polvere diretto sulle superfici dentali. Uso sopragengivale (pigmentazioni e biofilm) e, con ugelli dedicati e polveri a bassa abrasivita', sottogengivale (tasche parodontali, manutenzione di impianti). Le polveri principali: bicarbonato di sodio (la piu' abrasiva, indicata solo per uso sopragengivale sullo smalto), glicina (circa 80% meno abrasiva del bicarbonato sulle superfici radicolari, adatta a uso sottogengivale, restauri e impianti) ed eritritolo (la meno abrasiva). Sui parametri parodontali (profondita' di sondaggio, attacco clinico, sanguinamento al sondaggio) l'air-polishing con eritritolo risulta equivalente alla strumentazione tradizionale, con minor danno ai tessuti molli (revisione sistematica di studi randomizzati). Rischio procedurale basso, con una complicanza rara ma rilevante da conoscere (enfisema).

Rischi documentati

Enfisema sottocutaneo dei tessuti (cervico-facciale): complicanza RARA ma potenzialmente grave, dovuta all'insufflazione di aria in pressione nei tessuti molli; incidenza non quantificata in letteratura (documentata tramite case report, alcuni con estensione al mediastino o, eccezionalmente, intracranica); gli episodi si risolvono in genere in 3-5 giorni ma richiedono valutazione medica. Fattori di rischio documentati: uso di polvere e dispositivo di produttori diversi, angolazione scorretta, applicazione prolungata nella tasca (raccomandato non oltre 5 secondi per sito sottogengivale), tessuti molto infiammati. Aerosol: la tecnica genera aerosol, controllato con aspirazione ad alto volume. Danno a smalto, superfici radicolari e restauri: il bicarbonato di sodio e' controindicato sulle superfici radicolari e in sede sottogengivale per l'elevata abrasivita' e puo' danneggiare restauri estetici, faccette e superfici implantari; glicina ed eritritolo sono considerati sicuri per questi impieghi. Possibili lesioni dei tessuti molli gengivali in caso di tecnica impropria e lieve fastidio o sensibilita' transitoria (tassi non quantificati in letteratura di riferimento).

La complicanza da conoscere è l'enfisema sottocutaneo cervico-facciale: raro ma potenzialmente grave, deriva dall'insufflazione di aria in pressione nei tessuti molli e in genere si risolve in 3–5 giorni, ma richiede valutazione medica. Si previene limitando l'applicazione sottogengivale (non oltre 5 secondi per sito) ed evitando l'uso su tessuti molto infiammati o privi di gengiva aderente.

Controindicazioni

Assolute: nessuna universalmente codificata per l'uso sopragengivale corretto. Relative/precauzioni - per la polvere di BICARBONATO DI SODIO (contenuto di sodio): dieta iposodica o ipertensione, insufficienza renale, e in generale presenza di faccette, corone, ponti o impianti (rischio danno superficiale) - in questi casi si impiegano polveri di glicina o eritritolo; per TUTTE le polveri: patologie respiratorie gravi o instabili (cautela per l'aerosol), allergia a componenti della formulazione (inclusa la glicina), tessuti fortemente infiammati o assenza di gengiva aderente (maggior rischio di complicanze locali, incluso l'enfisema); uso sottogengivale: solo polveri a bassa abrasivita' (glicina/eritritolo) con ugelli dedicati; gravidanza: nessuna controindicazione diretta per l'uso sopragengivale, uso sottogengivale da valutare caso per caso.

Cosa fare prima e dopo il trattamento

Prima: comunicare ipertensione o dieta iposodica, insufficienza renale, patologie respiratorie, gravidanza, allergie e presenza di restauri estetici o impianti (guida la scelta della polvere). Dopo: possibile lieve fastidio o sensibilita' transitoria. SEGNALE D'ALLARME (enfisema): rivolgersi immediatamente allo studio o al pronto soccorso in caso di gonfiore rapido di volto o collo, sensazione di crepitio al tatto, dolore, difficolta' a deglutire o a respirare dopo il trattamento. Nei minori vale la firma di un esercente la responsabilita' genitoriale.

Cosa deve contenere il consenso informato

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Domande frequenti

Che cos'è l'enfisema sottocutaneo e quando devo preoccuparmi?

È l'ingresso accidentale di aria in pressione nei tessuti molli del volto o del collo: una complicanza rara dell'air-polishing, potenzialmente seria. Il segnale d'allarme è un gonfiore rapido di viso o collo, una sensazione di crepitio al tatto, dolore o difficoltà a deglutire o respirare nelle ore successive al trattamento. In questi casi occorre rivolgersi subito allo studio o al pronto soccorso; gli episodi in genere si risolvono in pochi giorni con valutazione medica.

Perché l'igienista sceglie polveri diverse?

Perché hanno abrasività molto diversa. Il bicarbonato di sodio è il più abrasivo e si usa solo sopra il margine gengivale, sullo smalto; la glicina è circa l'80% meno abrasiva sulle superfici radicolari ed è adatta anche sotto gengiva, sui restauri e sugli impianti; l'eritritolo è il meno abrasivo di tutti. La scelta protegge smalto, radici esposte e materiali estetici da possibili danni.

Ho ipertensione o seguo una dieta iposodica: posso fare l'air-polishing?

Sì, ma va evitata la polvere di bicarbonato di sodio, che contiene sodio e non è indicata in caso di dieta iposodica, ipertensione o insufficienza renale. In queste situazioni si utilizzano polveri di glicina o eritritolo, prive di questo problema. È importante dichiarare la propria condizione nell'anamnesi, insieme a eventuali patologie respiratorie, così l'igienista adatta polvere e tecnica.

L'air-polishing è meno efficace della pulizia tradizionale?

No. Sui parametri parodontali — profondità di sondaggio, livello di attacco clinico e sanguinamento al sondaggio — l'air-polishing con eritritolo si è dimostrato equivalente alla strumentazione tradizionale, con il vantaggio di un minor danno ai tessuti molli. Resta però un rischio locale se la tecnica non è corretta, motivo per cui angolazione, distanza e tempo di applicazione vanno rispettati con attenzione.

Come faccio firmare al paziente il consenso per l'air-polishing?

Con ConsensoSicuro selezioni l'air-polishing dalla libreria dell'igienista dentale: descrizione, rischi (incluso l'enfisema) e indicazioni sulle polveri sono già compilati e validati. Invii il modulo al paziente via WhatsApp o SMS; lui lo firma con il dito dal proprio smartphone e conferma con un codice OTP. Il PDF risultante resta archiviato in modo cifrato, con un hash di integrità che ne certifica l'inalterabilità nel tempo.

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Contenuti verificati al 2026-08-04. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro (contenuti clinici validati) · D.M. 15 marzo 1999, n. 137 — profilo professionale dell'igienista dentale · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · Direttiva 2011/84/UE — perossido di idrogeno nei prodotti per lo sbiancamento