Consenso informato · Dermatologo

Consenso informato per la diatermocoagulazione ed eventuale curettage

La diatermocoagulazione distrugge la lesione con corrente elettrica ad alta frequenza, spesso associata al raschiamento con curette. È usata per verruche, cheratosi seborroiche, fibromi penduli e alcuni carcinomi basocellulari a basso rischio selezionati. Il consenso informato ruota attorno a un limite medico-legale centrale: la tecnica distruttiva non fornisce un campione istologico affidabile, quindi le lesioni con sospetto di malignità richiedono una biopsia diagnostica prima della distruzione.

Quadro normativo in breve

La prestazione è un atto medico specialistico erogato dal Medico Chirurgo specialista in Dermatologia iscritto all'Ordine dei Medici (FNOMCeO), nell'ambito della diagnosi e cura delle patologie della cute e degli annessi. Il consenso informato è acquisito ai sensi della Legge 219/2017 ed è sempre specifico per procedura; l'esame istologico resta il riferimento diagnostico per le lesioni asportate.

Cos'è: Diatermocoagulazione ed eventuale curettage

Distruzione della lesione mediante corrente elettrica ad alta frequenza (elettroessiccazione/elettrocoagulazione) associata a raschiamento con curette (curettage), in genere fino a tre cicli. Indicazioni: verruche, cheratosi seborroiche, fibromi penduli, angiomi, mollusco e - secondo linee guida selezionate - alcuni carcinomi basocellulari (BCC) a basso rischio, superficiali/nodulari ben definiti. Anestesia locale; guarigione per seconda intenzione. LIMITE MEDICO-LEGALE CENTRALE: la tecnica distruttiva NON fornisce un campione istologico affidabile ne' consente la valutazione dei margini; le lesioni con sospetto di malignita' richiedono percio' una biopsia diagnostica PRIMA della distruzione. Efficacia sul BCC a basso rischio ben definito, da operatori esperti: recidiva a 5 anni 4-8%; sullo stesso BCC ma ad alto rischio la recidiva sale al 19% (BAD 2021), motivo per limitare la tecnica ai casi a basso rischio.

Rischi documentati

Cicatrice quasi costante dopo curettage ed elettroessiccazione, tipicamente ipopigmentata e/o atrofica (tasso preciso non quantificato). Guarigione per seconda intenzione lenta (circa 2-3 settimane, ma fino a 2-3 mesi sugli arti inferiori). Dolore, gonfiore, crosta e sanguinamento in sede. Discromie (iper/ipopigmentazione post-operatoria, soprattutto con modalita' aggressive). Infezione della ferita. Recidiva (per il BCC vedi i tassi BAD). Cicatrice ipertrofica/cheloide (non comune). Limite diagnostico rilevante: nessun campione istologico affidabile con la sola coagulazione-curettage; se la lesione fosse maligna non diagnosticata se ne perderebbe la caratterizzazione (tassi puntuali non quantificati).

Il punto critico è l'assenza di istologico: nessuna valutazione dei margini è possibile con la sola coagulazione-curettage. Se la lesione fosse maligna e non diagnosticata se ne perderebbe la caratterizzazione: per questo le lesioni sospette vanno biopsiate PRIMA. Va inoltre attesa una cicatrice quasi costante, tipicamente ipopigmentata o atrofica.

Controindicazioni

Pacemaker / defibrillatore impiantabile (ICD): rischio teorico di interferenza elettromagnetica dell'elettrobisturi con il dispositivo (inibizione del pacing, scarica impropria dell'ICD); si adottano precauzioni (impulsi brevi inferiori a 5 secondi, potenza minima, evitare l'area attorno al dispositivo, preferire elettrocauterio vero o pinza bipolare, considerare la consulenza cardiologica) - nella pratica dermatologica non sono riportati casi di danno. Diagnosi incerta di malignita': controindicata la tecnica distruttiva pura (perdita del campione istologico). Coagulopatie / terapia anticoagulante: meno critico perche' l'elettrocoagulazione emostatizza, ma da valutare (rischio non azzerato). Sedi ad alto rischio cicatriziale (viso, aree cosmeticamente sensibili, cute che cicatrizza male / arti inferiori a guarigione prolungata).

Cosa fare prima e dopo il trattamento

Prima: verificare la presenza di pacemaker/ICD e di anticoagulanti; per le lesioni sospette di malignita' eseguire una biopsia diagnostica PRIMA della distruzione. Dopo: cura della ferita aperta che guarisce per seconda intenzione, detersione delicata, medicazione/pomata secondo indicazione; guarigione 2-3 settimane (fino a 2-3 mesi agli arti inferiori); evitare la rimozione forzata della crosta; segnalare segni di infezione o sanguinamento persistente. Nei minori e' richiesta la firma dell'esercente/degli esercenti la responsabilita' genitoriale.

Cosa deve contenere il consenso informato

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Domande frequenti

Perché con questa tecnica non si può avere l'esame istologico?

Perché la diatermocoagulazione distrugge il tessuto con il calore e il curettage lo raschia via, senza lasciare un campione integro: non è possibile né la diagnosi istologica né la valutazione dei margini. È un limite decisivo: se la lesione fosse maligna e non riconosciuta, se ne perderebbe la caratterizzazione. Per questo ogni lesione sospetta va biopsiata prima della distruzione.

Si può usare su un tumore della pelle?

Solo in casi selezionati e già diagnosticati. Su carcinomi basocellulari a basso rischio, superficiali o nodulari ben definiti e trattati da operatori esperti, la recidiva a 5 anni è del 4-8%; ma sugli stessi tumori ad alto rischio sale al 19%, motivo per cui la tecnica è riservata ai casi a basso rischio. Mai su lesioni sospette non caratterizzate.

Che cicatrice lascia?

Una cicatrice è quasi costante dopo curettage ed elettroessiccazione, tipicamente ipopigmentata e/o atrofica. La guarigione avviene per seconda intenzione e richiede circa 2-3 settimane, ma può arrivare a 2-3 mesi sugli arti inferiori. Sono inoltre possibili discromie, dolore, gonfiore e sanguinamento in sede, e più raramente una cicatrice ipertrofica.

Chi ha un pacemaker può sottoporsi alla diatermocoagulazione?

Va valutato con attenzione. Esiste un rischio teorico di interferenza elettromagnetica dell'elettrobisturi con pacemaker o defibrillatore impiantabile (inibizione del pacing, scarica impropria dell'ICD). Si adottano precauzioni come impulsi brevi, potenza minima, evitare l'area attorno al dispositivo e preferire l'elettrocauterio o la pinza bipolare, con eventuale consulenza cardiologica.

Come firma il paziente il consenso alla diatermocoagulazione?

In ConsensoSicuro il modulo è già disponibile nella libreria dermatologia, con l'esplicito richiamo al limite istologico e alle cautele per i portatori di pacemaker. Lo invii via WhatsApp o SMS, il paziente appone la firma elettronica con verifica OTP dal telefono, e il documento resta archiviato cifrato con hash di integrità. Puoi provare la piattaforma gratis per 7 giorni.

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Contenuti verificati al 2026-08-04. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · Legge 8 marzo 2017, n. 24 (Gelli-Bianco) — responsabilità sanitaria