Consenso informato · Psicoterapeuta

Consenso informato per l'EMDR

L'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un trattamento strutturato in otto fasi per l'elaborazione dei ricordi traumatici, basato sulla stimolazione bilaterale (oculare, tattile o uditiva) e sul modello di elaborazione adattiva dell'informazione. È raccomandato da OMS, NICE e APA come prima linea nel PTSD. Il consenso deve preparare il paziente all'attivazione emotiva della fase di desensibilizzazione e alle controindicazioni fisiche specifiche di questa tecnica.

Quadro normativo in breve

L'attività psicoterapeutica è disciplinata dall'art. 3 della L. 18 febbraio 1989, n. 56: non è una professione autonoma ma una specializzazione che si aggiunge alla professione di Psicologo o di Medico, subordinata a una formazione almeno quadriennale presso scuole riconosciute dal MUR e annotata nell'albo di origine. Il consenso informato è acquisito ai sensi della Legge 219/2017 e il trattamento dei dati segue il GDPR (art. 9) e il segreto professionale.

Cos'è: EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing)

L'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), sviluppato da Francine Shapiro (1989, 2018), è un approccio strutturato in 8 fasi per l'elaborazione di ricordi traumatici, basato sul modello AIP (Adaptive Information Processing) e sulla stimolazione bilaterale (oculare, tattile o uditiva). Durata tipica: 6-12 sedute per traumi singoli (Type I), 20-50+ sedute per traumi complessi e multipli; le sedute durano 60-90 minuti. Le meta-analisi di Lee & Cuijpers (2013) confermano efficacia dei movimenti oculari (d = 0,41 per elaborazione in seduta); Cuijpers et al. (2020) riportano d = 1,10 nel PTSD rispetto a lista d'attesa; Bisson et al. (2013, Cochrane Review) classificano l'EMDR come trattamento di prima linea nel PTSD adulto con efficacia equivalente alla TF-CBT. Raccomandato da WHO (2013), NICE (2018) e APA (2017) per il PTSD; Chen et al. (2018) documentano efficacia in bambini (d = 0,56). Indicazioni prioritarie: PTSD, disturbo da stress acuto, lutto traumatico complicato, fobie specifiche post-trauma, come intervento adiuvante in disturbi depressivi e d'ansia con componente traumatica.

Rischi documentati

Dropout medio 18-20% negli RCT (Lewis et al., 2020). Riattivazione emotiva intensa durante e dopo le sedute di desensibilizzazione (fase 4), riportata nel 30-50% dei pazienti, con possibile intensificazione transitoria di flashback, incubi e intrusioni nelle 24-72 ore successive (Shapiro, 2018). Rischio di dissociazione in pazienti con trauma complesso o storia dissociativa non preventivamente valutata (van der Hart et al., 2014): indispensabile screening DES-II. Effetti avversi comuni: cefalea, nausea, stanchezza marcata, labilità emotiva; emersione di ricordi aggiuntivi non pianificati. Rari episodi di ritraumatizzazione in assenza di adeguata stabilizzazione preventiva (fase 2).

Durante e dopo la fase 4 (desensibilizzazione) il 30-50% dei pazienti riporta una riattivazione emotiva intensa, con possibile aumento transitorio di flashback, incubi e intrusioni nelle 24-72 ore successive; nei traumi complessi è indispensabile uno screening dissociativo (DES-II) prima di procedere. La tecnica è controindicata, tra l'altro, in epilessia non controllata e distacco retinico.

Controindicazioni

Controindicato o da rinviare in: instabilità psicotica acuta, rischio suicidario non contenuto, intossicazione/astinenza da sostanze, gravi cardiopatie, epilessia non controllata, gravidanza a rischio con trauma recente, distacco retinico. Cautela nei disturbi dissociativi non diagnosticati e nei disturbi di personalità gravi senza estesa fase di stabilizzazione secondo il modello trifasico (Herman, 1992; Korn, 2009).

Cosa fare prima e dopo il trattamento

Prima: dormire adeguatamente, evitare alcol e sostanze nelle 24 ore precedenti; consumare un pasto leggero; non assumere benzodiazepine al bisogno nelle ore immediatamente prima (possono ridurre l'elaborazione); concordare tecniche di stabilizzazione (posto sicuro, contenitore) apprese in fase 2. Dopo: prevedere 1-2 ore di tempo protetto senza impegni gravosi; può persistere elaborazione spontanea nei giorni seguenti (sogni, pensieri, emozioni, sensazioni somatiche); annotare su un diario quanto emerge — utile per la seduta successiva; evitare alcol, cannabis e sostanze per almeno 24-48 ore (interferiscono con la riconsolidazione mnestica); non guidare se ci si sente dissociati o molto stanchi. Attenzione: contattare il terapeuta in caso di flashback incontrollabili persistenti oltre 72 ore, dissociazione prolungata, ideazione suicidaria, crisi dissociative in pubblico.

Cosa deve contenere il consenso informato

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Domande frequenti

Perché l'EMDR può intensificare i sintomi nei giorni dopo la seduta?

La fase di desensibilizzazione riattiva il ricordo traumatico per rielaborarlo: il 30-50% dei pazienti riporta un'attivazione emotiva intensa, con possibile aumento transitorio di flashback, incubi e intrusioni nelle 24-72 ore successive, oltre a cefalea, nausea e stanchezza. L'elaborazione può proseguire spontaneamente nei giorni seguenti; annotare quanto emerge è utile per la seduta successiva.

A cosa serve lo screening dissociativo prima di iniziare?

Nei pazienti con trauma complesso o storia dissociativa il rischio di dissociazione durante l'elaborazione è più alto: per questo è indispensabile uno screening (DES-II) e un'adeguata fase di stabilizzazione secondo il modello trifasico, così da evitare la ritraumatizzazione. Senza una stabilizzazione preventiva sono descritti rari episodi di ritraumatizzazione.

Chi non può fare l'EMDR o deve rinviarlo?

È controindicato o da rinviare in instabilità psicotica acuta, rischio suicidario non contenuto, intossicazione o astinenza da sostanze, gravi cardiopatie, epilessia non controllata, gravidanza a rischio con trauma recente e distacco retinico. Serve inoltre cautela nei disturbi dissociativi non diagnosticati e nei disturbi di personalità gravi senza un'estesa fase di stabilizzazione.

Come prepararsi e cosa fare dopo una seduta di EMDR?

Prima: dormire adeguatamente, evitare alcol e sostanze nelle 24 ore precedenti, consumare un pasto leggero e non assumere benzodiazepine al bisogno subito prima. Dopo: prevedere una o due ore di tempo protetto, evitare alcol e cannabis per 24-48 ore perché interferiscono con la riconsolidazione del ricordo e non guidare se ci si sente dissociati o molto stanchi.

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Contenuti verificati al 2026-08-04. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro — Psicoterapia (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · L. 18 febbraio 1989, n. 56, art. 3 — esercizio dell'attività psicoterapeutica