Consenso informato · Dermatologo

Consenso informato per le infiltrazioni intralesionali di corticosteroidi

Le infiltrazioni intralesionali di corticosteroidi iniettano triamcinolone acetonide con ago sottile nel derma medio della lesione. Sono impiegate per appiattire cheloidi e cicatrici ipertrofiche e, a concentrazioni più basse, come opzione di prima linea per l'alopecia areata lieve-moderata dell'adulto. Il consenso informato deve bilanciare due aspetti: la complicanza locale più tipica, l'atrofia cutanea, e il fatto che il risultato va presentato come possibilità, non come garanzia.

Quadro normativo in breve

La prestazione è un atto medico specialistico erogato dal Medico Chirurgo specialista in Dermatologia iscritto all'Ordine dei Medici (FNOMCeO), nell'ambito della diagnosi e cura delle patologie della cute e degli annessi. Il consenso informato è acquisito ai sensi della Legge 219/2017 ed è sempre specifico per procedura; l'esame istologico resta il riferimento diagnostico per le lesioni asportate.

Cos'è: Infiltrazioni intralesionali di corticosteroidi

Iniezione intralesionale di triamcinolone acetonide (TAC) con ago sottile (25-27 G) nel derma medio della lesione. Cheloidi e cicatrici ipertrofiche: concentrazioni tipiche 10-40 mg/mL (il consensus internazionale KECORT indica 40 mg/mL come concentrazione preferita e un intervallo di 4 settimane, con dose massima circa 40 mg per seduta e 3-6 sedute o piu' fino all'appiattimento). Alopecia areata: 2,5-10 mg/mL (concentrazione iniziale standard 5 mg/mL), volume 0,1 mL per centimetro quadrato, intervallo 6-12 settimane; opzione di prima linea per l'alopecia areata lieve-moderata dell'adulto (BAD 2025). Iniezione percepita come dolorosa (possibile anestetico topico o crioanalgesia). NOTA SULLA QUALITA' DELLE PROVE: per l'alopecia areata la revisione Cochrane 2008 rilevo' l'assenza di RCT nonostante l'ampio impiego clinico, per cui il trattamento va formulato come opzione e non come garanzia; per i cheloidi la risposta/regressione col solo corticosteroide e' riportata nel 50-100%, con circa il 50% dei cheloidi steroido-resistenti e recidiva del 9-50% nelle lesioni risolte. Per l'alopecia areata la ricrescita e' riportata intorno al 62% a 12 settimane.

Rischi documentati

Atrofia cutanea locale = complicanza piu' frequente: incidenza stimata circa 0,5% per l'uso dermatologico, con esordio in genere a 2-3 mesi e risoluzione in 1-2 anni (casi persistenti oltre 5 anni); rischio maggiore con concentrazioni elevate e iniezione troppo superficiale. Teleangectasie (comuni, in genere reversibili - tasso non quantificato). Ipopigmentazione/discromia, piu' rilevante nelle pelli scure (tasso non quantificato). Dolore nel sito di iniezione. Atrofia del grasso sottocutaneo/lipoatrofia (specie iniezioni profonde). Recidiva del cheloide (9-50% nelle lesioni risolte). Rari: effetti sistemici da assorbimento dose-dipendenti (soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene con insufficienza surrenalica secondaria, aspetto cushingoide, iperglicemia), irregolarita' mestruali con dosi elevate; complicanze oculari nelle iniezioni periorbitali/facciali (occlusione dell'arteria centrale della retina e cecita' per embolizzazione - segnalazioni di casi, evento raro ma grave); necrosi/ulcerazione cutanea rara.

L'atrofia cutanea locale è la complicanza più frequente (incidenza stimata circa 0,5% per l'uso dermatologico), con esordio in genere a 2-3 mesi e risoluzione in 1-2 anni; il rischio cresce con concentrazioni elevate e iniezioni troppo superficiali. Sui cheloidi circa la metà è steroido-resistente e la recidiva nelle lesioni risolte va dal 9 al 50%.

Controindicazioni

Controindicazioni assolute: infezione attiva locale nel sito di iniezione; ipersensibilita'/allergia al triamcinolone acetonide o agli eccipienti. Controindicazioni relative: diabete non controllato (iperglicemia da assorbimento); gravidanza (cautela); immunosoppressione; pelle scura (rischio di discromie e ipopigmentazione); dosi cumulative elevate o sedi gia' atrofiche/cosmeticamente sensibili (evitare iniezioni ripetute nello stesso sito e concentrazioni elevate - BAD 2025).

Cosa fare prima e dopo il trattamento

Prima: valutare il sito (escludere l'infezione), scegliere la concentrazione adeguata all'indicazione, eventuale anestesia topica; nei cheloidi non superare circa 40 mg per seduta; iniettare nel derma medio alla profondita' corretta per evitare l'atrofia epidermica irreversibile. Dopo: impacco di ghiaccio per il fastidio, piccola medicazione adesiva; monitorare atrofia, teleangectasie e ipopigmentazione a ogni seduta; follow-up dei cheloidi ogni 3-4 (fino a 6) settimane, dell'alopecia areata ogni 6-12 settimane. Sia l'alopecia areata sia i cheloidi si trattano anche in adolescenti e bambini con dosi/volumi ridotti; nei minori e' richiesta la firma dell'esercente/degli esercenti la responsabilita' genitoriale.

Cosa deve contenere il consenso informato

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Domande frequenti

Le infiltrazioni di cortisone garantiscono la guarigione del cheloide?

No, vanno intese come un'opzione. Con il solo corticosteroide la risposta o regressione dei cheloidi è riportata tra il 50% e il 100%, ma circa la metà dei cheloidi risulta steroido-resistente e la recidiva nelle lesioni risolte va dal 9 al 50%. Anche per l'alopecia areata, dove la ricrescita è riportata intorno al 62% a 12 settimane, il trattamento è un'opzione e non una promessa di risultato.

Che cosa succede se il cortisone viene iniettato troppo in superficie?

Aumenta il rischio della complicanza più frequente, l'atrofia cutanea locale: la sua incidenza stimata è di circa lo 0,5% per l'uso dermatologico, con esordio in genere a 2-3 mesi e risoluzione in 1-2 anni (raramente persiste oltre). Il rischio cresce con concentrazioni elevate e iniezioni superficiali: per questo il farmaco va posizionato nel derma medio, alla profondità corretta.

Ci sono rischi oltre a quelli locali?

Oltre ad atrofia, teleangectasie, ipopigmentazione (più rilevante nelle pelli scure) e dolore in sede, con dosi elevate sono possibili rari effetti sistemici dose-dipendenti come la soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, un aspetto cushingoide o l'iperglicemia. Nelle iniezioni periorbitali o facciali sono descritte, come evento raro ma grave, complicanze oculari fino all'occlusione dell'arteria centrale della retina.

Quando le infiltrazioni sono controindicate?

Sono controindicazioni assolute l'infezione attiva nel sito di iniezione e l'ipersensibilità al triamcinolone o agli eccipienti. Vanno valutati con cautela il diabete non controllato (iperglicemia da assorbimento), la gravidanza, l'immunosoppressione, la pelle scura e le sedi già atrofiche o cosmeticamente sensibili, evitando iniezioni ripetute nello stesso sito e concentrazioni elevate.

Posso raccogliere il consenso alle infiltrazioni in digitale?

Sì. Con ConsensoSicuro il modulo è già nella libreria dermatologia, con la formulazione del risultato come opzione e il rischio di atrofia già inclusi. Lo invii via WhatsApp o SMS, il paziente firma dal telefono con firma elettronica rafforzata da OTP, e il documento resta archiviato cifrato con marca temporale. La prova gratuita della piattaforma dura 7 giorni.

Genera il consenso in digitale

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Contenuti verificati al 2026-08-04. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · Legge 8 marzo 2017, n. 24 (Gelli-Bianco) — responsabilità sanitaria