Medicina estetica, ottobre 2026: Registro nazionale alla Camera, 777 controlli dei NAS e il decalogo per la sicurezza delle cure
In dieci giorni di ottobre 2026 la medicina estetica è finita tre volte sotto i riflettori. Il 14 ottobre si è tenuta la prima Giornata nazionale per la sicurezza delle cure in medicina estetica, promossa da Agorà. Dal 15 al 17 ottobre Milano ha ospitato il congresso internazionale Agorà, con 821 contributi scientifici e 566 relatori da 26 Paesi. Il 23 ottobre è stata resa nota la proposta, presentata alla Camera dai deputati Annarita Patriarca e Luciano Ciocchetti, di un Registro nazionale dei medici estetici con formazione documentata, condivisa da diverse società scientifiche tra cui la FIME, la Federazione italiana medici estetici.
Il filo che lega i tre fatti è uno solo: la sicurezza delle cure, e dentro la sicurezza il consenso informato specifico. Vediamo cosa è successo davvero, cosa è legge e cosa è soltanto una proposta, e cosa può fare lo studio da subito.
L’abusivismo in numeri
Nel primo semestre del 2026 il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, i NAS, ha eseguito 777 controlli in centri e ambulatori estetici. Le cronache raccolte dalla FIME raccontano persone denunciate per aver eseguito trattamenti di medicina estetica senza averne la qualifica a Cosenza, Napoli, in un bed and breakfast a Palermo, a Treviso, Cremona e Catania; strutture ritenute prive di titoli o autorizzazioni ad Afragola, Roma, Crotone, Pescara, Napoli e Capua; il sequestro di 1.400 fiale di tossina botulinica all’aeroporto di Fiumicino con l’operazione «Dorian Gray» di Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane; un ambulatorio di Bari con prodotti scaduti per circa 150 mila euro.
Il fenomeno cresce con il mercato. Secondo la Global Survey 2024 dell’ISAPS, la società internazionale di chirurgia plastica estetica, in Italia i chirurghi plastici eseguono ogni anno 1.371.220 procedure estetiche, 480.047 chirurgiche e 891.173 non chirurgiche: il Paese è quarto al mondo dopo Stati Uniti, Brasile e Giappone.
«Erroneamente si pensa che un intervento che dura pochi minuti sia innocuo, ma non è così», ha detto il presidente della FIME Nicola Zerbinati: «una reazione allergica, un’infezione o una complicanza vascolare richiedono riconoscimento tempestivo, farmaci adeguati e competenze cliniche». Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito l’abusivismo nella medicina estetica un «fenomeno serio», sottolineando che i controlli, da soli, non bastano.
In breve: 777 controlli dei NAS in sei mesi, denunce da Nord a Sud, botulino di contrabbando e prodotti scaduti. Il mercato italiano vale oltre 1,37 milioni di procedure l’anno e l’abusivismo cresce con la domanda.
Perché oggi un paziente non può verificare la formazione del medico
La medicina estetica è un atto medico riservato al laureato in Medicina e Chirurgia iscritto all’Ordine, come abbiamo ricostruito nell’articolo sul consenso informato in medicina estetica e la Cassazione. Ma la formazione specifica non ha oggi uno strumento pubblico di verifica. Lo scrive Agorà nel comunicato della Giornata: «in Italia non esiste oggi una scuola di specializzazione universitaria autonoma in medicina estetica, né un registro pubblico nazionale consultabile».
La formazione passa dalle scuole delle società scientifiche. La SMIEM, la scuola di Agorà, compie quest’anno quarant’anni: percorso quadriennale, almeno 200 ore di tirocinio, oltre 1.500 diplomati. Alcuni Ordini provinciali, tra cui Roma e Milano, tengono da tempo registri propri dei medici estetici con formazione verificata. Nel luglio 2025 due emendamenti della maggioranza al decreto Prestazioni sanitarie avevano già proposto registri provinciali presso ogni Ordine, con una commissione di verifica dei requisiti formativi, destinati a confluire in un Registro nazionale consultabile online. Quel registro nazionale, a ottobre 2026, non esiste ancora.
In breve: nessuna specializzazione universitaria, nessun registro nazionale: oggi il paziente può solo chiedere al medico i titoli e fidarsi. È il vuoto che la proposta del 23 ottobre vuole colmare.
La proposta del 23 ottobre alla Camera
Il veicolo è il disegno di legge C. 2700, «Delega al Governo per il riordino della disciplina delle professioni sanitarie e disposizioni in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie». Presentato il 13 novembre 2025, è stato esaminato dalla Commissione Affari sociali dal 10 dicembre 2025 all’8 ottobre 2026, relatrice Marta Schifone, ed è in Aula alla Camera dal 12 ottobre. Il testo ha undici articoli in tre capi e interviene su quattro aree: responsabilità penale e civile, formazione, ordini professionali e personale sanitario. È una legge delega: una volta approvata, il Governo avrà sei mesi, prorogabili di tre, per scrivere i decreti legislativi.
Dentro questo esame si inserisce la proposta, resa nota il 23 ottobre, dei deputati Annarita Patriarca e Luciano Ciocchetti sulla medicina estetica: criteri nazionali per la formazione dei medici e un Registro pubblico dei professionisti qualificati, in cui possano essere inseriti i medici con una formazione specifica e documentata. La proposta è condivisa da diverse società scientifiche, tra cui la FIME.
«Ogni cittadino deve poter verificare la formazione e l’esperienza del medico a cui si affida», ha commentato Zerbinati: «servono regole chiare, valide su tutto il territorio nazionale, per distinguere le competenze documentate dalla semplice promozione sui social». Il vicepresidente Raffaele Rauso ha aggiunto che la medicina estetica «non è un servizio alla persona privo di rischi: è medicina e richiede diagnosi, anamnesi, consenso informato e capacità di prevenire e gestire le complicanze».
Un chiarimento necessario: al momento è una proposta dentro un disegno di legge in discussione. Per chi esercita non cambia nulla finché la legge non sarà approvata e i decreti scritti. La direzione, però, è chiara: la formazione dovrà essere documentata e verificabile, e chi la possiede avrà interesse a renderla visibile.
In breve: Registro nazionale e criteri formativi nazionali sono una proposta dentro il ddl delega C. 2700, in Aula alla Camera. Non è legge: ma indica dove va il settore.
La Giornata per la sicurezza delle cure e il decalogo di Agorà
Il 14 ottobre 2026 Agorà, società scientifica di medicina ad indirizzo estetico fondata nel 1984, accreditata dal Ministero della Salute e affiliata alla FISM, ha promosso la prima Giornata nazionale per la sicurezza delle cure in medicina estetica, presentata ad Agenas a Roma e organizzata in raccordo con Agenas e Ministero della Salute. Il principio è quello dell’articolo 1 della legge 24/2017: «la sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute». La Giornata mondiale per la sicurezza dei pazienti esiste dal 2019 e cade il 17 settembre; la medicina estetica ne era rimasta fuori perché si svolge quasi tutta in studi privati, lontano dagli ospedali dove la cultura del rischio clinico è nata.
Per l’occasione Agorà ha pubblicato un decalogo rivolto ai cittadini, costruito su tre domande: chi esegue il trattamento, dove, come. I dieci punti chiedono al paziente di verificare l’iscrizione del medico all’Ordine e una formazione post-universitaria specifica; di accertarsi che il trattamento avvenga in ambienti sanitari autorizzati e mai in centri estetici; di pretendere una visita preliminare con anamnesi approfondita, rifiutando prescrizioni standardizzate; di ricevere un’informazione completa su modalità, rischi, alternative ed esiti attesi; di chiedere le specifiche del prodotto; di firmare un consenso informato specifico, non generico, dedicato alla procedura, leggendolo prima con attenzione; di verificare l’integrità della confezione e conservare il talloncino di tracciabilità del dispositivo; di controllare, per la tossina botulinica, l’autorizzazione AIFA per l’Italia; di segnalare subito al medico ogni reazione anomala.
Due dei dieci punti riguardano il consenso informato. Non è un caso: nelle parole della vicepresidente di Agorà Magda Belmontesi, «la tutela comincia quando il paziente sa distinguere una visita da una proposta commerciale. Un medico che ascolta, spiega le alternative e sa dire di no è la prima garanzia di un buon esito». Accanto al decalogo, Agorà ha potenziato un help desk gratuito a cui i cittadini possono rivolgere domande sulla sicurezza dei trattamenti.
In breve: il decalogo di Agorà è la lista di ciò che i pazienti impareranno a chiedere: Ordine, formazione, ambiente autorizzato, visita, informazione, consenso specifico, tracciabilità del prodotto. Due punti su dieci parlano del consenso.
Cosa cambia per lo studio, da subito
Nessuna delle tre notizie impone oggi un nuovo obbligo. Tutte e tre, però, descrivono lo standard con cui pazienti, giudici e, domani, un Registro misureranno lo studio. Sei cose da fare ora:
- Formazione documentata e visibile. Diploma della scuola, ore di tirocinio, aggiornamento: è ciò che un Registro chiederebbe e ciò che il decalogo invita il paziente a domandare. Tenerli pronti e mostrarli è il modo più semplice per distinguersi da chi si promuove solo sui social.
- Visita e anamnesi prima di ogni trattamento, documentate. Il decalogo parla di «prescrizioni o diagnosi standardizzate» come primo segnale di allarme per il paziente.
- Consenso specifico per procedura, non generico. La Cassazione lo ha ribadito con l’ordinanza n. 316 del 7 gennaio 2026: le informazioni possono stare in un modulo prestampato, ma l’idoneità del modulo «va esclusa ove il contenuto del modulo sia generico». Il modulo documenta che il consenso è stato prestato; non sostituisce l’informazione sulle alternative, sulla natura ed estensione dell’intervento, sui rischi, sui risultati conseguibili e sulle possibili conseguenze negative. In estetica, dal 2019, l’informazione deve coprire anche il risultato ottenibile: ne abbiamo scritto nell’articolo sulla sentenza 28985/2019.
- Tracciabilità del prodotto. Nome, lotto e talloncino del dispositivo nel fascicolo del paziente, e per la tossina botulinica l’autorizzazione AIFA. È il punto del decalogo che il paziente può controllare con i propri occhi.
- Comunicazione da studio medico, non da negozio. Agorà indica tra le criticità la «proliferazione di offerte commerciali», come «sconti a tempo, pacchetti promozionali o open day», che «snaturano la prestazione sanitaria riducendola a mero bene di consumo». Il prezzo può stare nel preventivo; la visita non è un’offerta.
- Gestione delle complicanze. Istruzioni post-trattamento scritte e un canale chiaro per segnalare reazioni anomale: l’ultimo punto del decalogo è anche la parte del consenso che i pazienti rileggono più spesso.
In breve: formazione visibile, visita documentata, consenso specifico per trattamento, prodotto tracciato, comunicazione sobria, complicanze gestite. Sono i sei punti su cui il paziente informato, e il Registro di domani, ti misureranno.
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Fonti
- ANSA, «Medicina estetica, contro l’abusivismo formazione qualificata e Registro nazionale», 23 ottobre 2026: ansa.it.
- Camera dei deputati, scheda del disegno di legge C. 2700, «Delega al Governo per il riordino della disciplina delle professioni sanitarie e disposizioni in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie»: camera.it.
- Sanità33, «Professioni sanitarie, via libera in Commissione al Ddl di riordino. Lunedì in Aula», 8 ottobre 2026: sanita33.it.
- Quotidiano Sanità, «Riforma Professioni sanitarie. Il Ddl delega arriva in Aula alla Camera», 12 ottobre 2026: quotidianosanita.it.
- Sanità Informazione, «Medicina estetica, cresce l’abusivismo: i 7 controlli da fare prima di un trattamento», 29 luglio 2026 (dati NAS, casi, ISAPS, dichiarazioni FIME): sanitainformazione.it.
- Sanità Informazione, «Medicina estetica, il 14 ottobre la prima giornata nazionale per la sicurezza delle cure», 13 ottobre 2026: sanitainformazione.it.
- Adnkronos, «Milano capitale della bellezza sicura, al via il congresso Agorà», 15 ottobre 2026: adnkronos.com.
- Dermakos, «Sicurezza dei trattamenti di medicina estetica: il decalogo di Agorà» (testo integrale dei dieci punti): dermakos.it.
- Agorà, comunicato «1ª Giornata Nazionale per la Sicurezza delle Cure in Medicina Estetica», 16 ottobre 2026: globalmedianews.info.
- Odontoiatria33, «Medici estetici: la politica vorrebbe creare un Registro ma esclude gli odontoiatri», 16 luglio 2025: odontoiatria33.it.
- FNOMCeO, Corte di Cassazione, ordinanza 7 gennaio 2026, n. 316, consenso informato: portale.fnomceo.it.
- Legge 8 marzo 2017, n. 24, art. 1 (sicurezza delle cure): gazzettaufficiale.it.
- Legge 22 dicembre 2017, n. 219, consenso informato: normattiva.it.
Aggiornato al 26 ottobre 2026. Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza legale o medico-legale: verifica sempre la tua posizione con i riferimenti ufficiali e con un legale di fiducia.