Business & Wellness · Scheda 23 · D.M. 206/2015 + L. 99/2026
Consenso informato per Dermopigmentazione & PMU
Trucco permanente, microblading e tricopigmentazione introducono pigmenti negli strati superficiali della pelle: la Scheda 23 del D.M. 206/2015 li assimila espressamente al tatuaggio e obbliga a dirlo al cliente prima di iniziare — risultato di lunga durata, tendenza a schiarire e virare di tono nel tempo, rimozione difficile e riservata al laser medicale. È la categoria di trattamenti estetici in cui il consenso informato scritto non è solo prudente: è un preciso obbligo normativo.
Quadro normativo
La Scheda 23 del D.M. 206/2015 (attrezzo per micropigmentazione) impone il rispetto delle linee guida ministeriali in materia di tatuaggi — igiene, sterilità, aghi monouso — e obbliga a informare il cliente che il trucco permanente è assimilabile a un tatuaggio. I pigmenti devono essere conformi al Reg. (UE) 2020/2081 (REACH) sulle sostanze ammesse in tatuaggi e trucco permanente.
La nuova disciplina nazionale del tatuaggio (L. 15 maggio 2026, n. 99) rafforza gli obblighi di informativa scritta e di consenso sottoscritto e conservato. Il modulo firmato con OTP e archiviato in modo cifrato risponde a entrambi gli obblighi.
Trattamenti mappati nel catalogo
Ogni trattamento attivato aggiunge al documento la propria sezione completa — descrizione, rischi documentati, controindicazioni assolute e relative, istruzioni pre e post trattamento:
- Trucco permanente / dermopigmentazione (PMU) — dermografo conforme alla Scheda 23, pigmenti REACH, ritocchi periodici per mantenere il risultato
- Microblading sopracciglia — tecnica manuale con lama monouso a micro-aghi: dura indicativamente 12-24 mesi, con resa ridotta su pelli grasse
- Tricopigmentazione — micropigmentazione del cuoio capelluto a effetto ottico: non fa ricrescere i capelli né cura l’alopecia, condizione di pertinenza del dermatologo
Minorenni: doppia firma dei genitori
Sui minorenni la dermopigmentazione è eseguibile solo con il consenso dei genitori o del tutore, e ConsensoSicuro lo raccoglie con la doppia firma (artt. 316 e 337-ter c.c.): due link separati via WhatsApp/SMS, un codice OTP indipendente per ciascun genitore, un unico documento archiviato con entrambe le firme. Sotto i 14 anni il trattamento è vietato e l’invio viene bloccato in automatico: nessun consenso può sanarlo.
Come funziona con ConsensoSicuro
Attivi dal catalogo i trattamenti che esegui e li combini nei tuoi modelli. All’invio la cliente riceve un link via WhatsApp o SMS, compila l’anamnesi estetica — opzionale: sono dati sulla salute ex art. 9 GDPR, raccolti con consenso esplicito tramite una clausola dedicata dell’informativa privacy — legge i documenti, decide sulle clausole accessorie una per una e firma dal telefono con codice OTP. Il PDF cifrato viene archiviato a norma e da ogni consenso firmato puoi generare il fascicolo difensivo con un click.
- Anamnesi incrociata coi trattamenti dell’invio: semaforo verde/giallo/rosso con la controindicazione esatta, prima dell’appuntamento
- Registro prove preliminari (patch test, impulso di prova) con alert se manca la prova prevista dal trattamento
- Apparecchiature con marca, modello e scheda D.M. 206/2015 citate nel documento firmato
- Validità e rinnovo automatico opzionali, configurabili modello per modello
Prova gratis 7 giorni — 10 consensi inclusi
Domande frequenti
Il consenso scritto per PMU e microblading è obbligatorio?
Sì. La Scheda 23 del D.M. 206/2015 obbliga a informare il cliente che il trattamento è assimilabile a un tatuaggio, e la L. 99/2026 sulla disciplina del tatuaggio rafforza l’obbligo di informativa scritta e di consenso sottoscritto e conservato. Il modulo firmato con OTP e archiviato risponde a entrambi gli obblighi.
Il trucco permanente si può rimuovere?
Con difficoltà: il risultato è di lunga durata, tende a schiarire e virare di tono nel tempo e la rimozione completa richiede trattamenti laser medicali, con esiti non garantiti. È un’informazione che la Scheda 23 impone di dare prima del trattamento.
Trucco permanente e risonanza magnetica sono compatibili?
I pigmenti contenenti ossidi di ferro possono causare sensazione di riscaldamento o artefatti d’immagine durante una risonanza magnetica: chi ha un PMU, un microblading o una tricopigmentazione deve sempre segnalarlo al radiologo. Il modulo di consenso lo ricorda espressamente.
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