Consenso informato · Terapista Occupazionale
Consenso informato per la riabilitazione ortopedica post-chirurgica
La riabilitazione occupazionale ortopedica post-chirurgica accompagna il recupero dell'autonomia dopo protesi d'anca o ginocchio, ricostruzioni legamentose, osteosintesi o fratture. L'intervento addestra ai trasferimenti sicuri, al training delle ADL nel rispetto delle precauzioni chirurgiche, all'uso di ausili come calzascarpe, pinza a manico lungo e alza-WC, e adatta l'ambiente domestico per una dimissione sicura. Il consenso informato deve richiamare le precauzioni indicate dal chirurgo e i rischi legati al loro mancato rispetto.
Quadro normativo in breve
Il terapista occupazionale è un professionista sanitario il cui profilo è definito dal D.M. 17 gennaio 1997, n. 136, iscritto all'Albo presso l'Ordine TSRM-PSTRP ai sensi della L. 3/2018; si occupa di prevenzione, trattamento e riabilitazione di persone con disabilità motorie, cognitive, psichiche e sensoriali usando le attività della vita quotidiana come strumento terapeutico. Il consenso informato è acquisito ai sensi della Legge 219/2017 e i dati seguono il GDPR (art. 9).
Cos'è: Riabilitazione ortopedica post-chirurgica
La riabilitazione occupazionale in ambito ortopedico e' finalizzata al recupero dell'autonomia nelle attivita' quotidiane dopo interventi chirurgici (protesi d'anca e ginocchio, ricostruzioni legamentose, osteosintesi) o fratture. L'intervento comprende: addestramento ai trasferimenti in sicurezza, training delle ADL con rispetto delle precauzioni chirurgiche (es. precauzioni anti-lussazione per la protesi d'anca: evitare flessione >90 gradi, adduzione, intrarotazione), prescrizione e addestramento all'uso di ausili (calzascarpe, pinza a manico lungo, sedile rialzato per WC), adattamento dell'ambiente domestico per la dimissione sicura.
Rischi documentati
Rischio di lussazione della protesi se le precauzioni di movimento non sono rispettate (protesi d'anca: 1-5%); dolore durante le attivita' funzionali nelle prime settimane; rischio di cadute; edema.
Se le precauzioni di movimento non vengono rispettate la protesi d'anca può lussarsi, con un rischio stimato all'1-5%: il consenso deve rendere esplicite le posizioni da evitare, ossia flessione oltre 90 gradi, adduzione e intrarotazione.
Controindicazioni
Il programma deve rispettare rigorosamente le precauzioni chirurgiche indicate dal chirurgo ortopedico; controindicata la mobilizzazione attiva su distretti con fratture non consolidate o osteosintesi instabili.
Cosa fare prima e dopo il trattamento
Prima: portare la lettera di dimissione con le precauzioni di carico e movimento indicate dal chirurgo; comunicare il tipo di intervento e la data; segnalare il livello abitativo (scale, bagno con vasca/doccia, spazi stretti). Dopo: rispettare scrupolosamente le precauzioni di movimento; utilizzare gli ausili prescritti; eseguire le attivita' quotidiane con le tecniche apprese. Evitare: movimenti vietati dal protocollo chirurgico; sforzi eccessivi nelle prime settimane. Attenzione: contattare il chirurgo in caso di dolore improvviso, sensazione di cedimento o scatto nell'articolazione operata.
Cosa deve contenere il consenso informato
- Tipo e data dell'intervento e precauzioni di carico e movimento indicate dal chirurgo
- Precauzioni anti-lussazione per la protesi d'anca (evitare flessione oltre 90 gradi, adduzione, intrarotazione)
- Addestramento ai trasferimenti sicuri e all'uso degli ausili prescritti
- Adattamento dell'ambiente domestico (scale, bagno, spazi stretti) per la dimissione
- Rischio di lussazione (1-5%), dolore nelle prime settimane, cadute ed edema
- Divieto di mobilizzazione attiva su fratture non consolidate od osteosintesi instabili
- Diritto di revoca e sottoscrizione con data certa
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Domande frequenti
Quali precauzioni servono dopo una protesi d'anca?
Nel primo periodo occorre evitare i movimenti che favoriscono la lussazione: flessione dell'anca oltre 90 gradi, adduzione e intrarotazione. Il rischio di lussazione è stimato tra l'1 e il 5% se queste precauzioni non vengono rispettate. Il programma segue rigorosamente le indicazioni del chirurgo ortopedico e insegna a compiere le attività quotidiane con tecniche e ausili che rispettano tali limiti.
Cosa fa il terapista occupazionale dopo un intervento ortopedico?
Addestra ai trasferimenti in sicurezza e al training delle ADL nel rispetto delle precauzioni chirurgiche, prescrive e insegna a usare gli ausili — calzascarpe, pinza a manico lungo, sedile rialzato per il WC — e adatta l'ambiente domestico in vista della dimissione, valutando scale, tipo di bagno e spazi stretti. L'obiettivo è tornare autonomi senza violare i vincoli post-operatori.
Quali rischi ci sono nelle prime settimane?
Oltre alla lussazione della protesi in caso di mancato rispetto delle precauzioni, sono possibili dolore durante le attività funzionali, rischio di cadute ed edema. È importante non compiere i movimenti vietati dal protocollo chirurgico e non eccedere con gli sforzi. Va contattato il chirurgo in caso di dolore improvviso, sensazione di cedimento o scatto nell'articolazione operata.
Posso far firmare il consenso ortopedico dallo smartphone?
Sì. In ConsensoSicuro la riabilitazione ortopedica post-chirurgica è tra le schede pronte della libreria di terapia occupazionale, con le precauzioni chirurgiche già richiamate. Spedisci il modulo via SMS o WhatsApp; il paziente firma dallo smartphone con verifica tramite codice OTP e ottieni un PDF cifrato, con hash di integrità e data certa nell'archivio.
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Contenuti verificati al 2026-08-04. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro — Terapia occupazionale (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · D.M. 17 gennaio 1997, n. 136 — profilo professionale del terapista occupazionale