Consenso informato · Fisioterapista

Consenso informato per la tecarterapia

La tecarterapia (diatermia) sfrutta la produzione di calore endogeno per favorire la riparazione tissutale. Il consenso informato per questa terapia strumentale deve concentrarsi su due punti precisi: il rischio di ustione nei tessuti poco vascolarizzati o in chi ha una ridotta sensibilità termica, e le controindicazioni assolute legate a dispositivi impiantati e gravidanza.

Quadro normativo in breve

Il fisioterapista è un professionista sanitario il cui profilo è definito dal D.M. 14 settembre 1994, n. 741, iscritto all'Albo presso l'Ordine TSRM-PSTRP ai sensi della Legge 11 gennaio 2018, n. 3; elabora autonomamente il programma riabilitativo sulla base della valutazione funzionale e della diagnosi medica. Il consenso informato è acquisito ai sensi della Legge 219/2017 e il trattamento dei dati sanitari segue il GDPR (art. 9).

Cos'è: Tecarterapia (diatermia)

La tecarterapia (Trasferimento Energetico Capacitivo-Resistivo, TECAR) e' una terapia fisica basata sulla radiofrequenza a 448 kHz che genera calore endogeno nei tessuti attraverso due modalita': capacitiva (azione prevalente sui tessuti molli superficiali: muscoli, cute, vasi) e resistiva (azione prevalente sui tessuti profondi: ossa, tendini, articolazioni). L'effetto biologico principale e' l'incremento della microcircolazione locale, del metabolismo cellulare e del drenaggio dei cataboliti, favorendo i processi riparativi. Le evidenze scientifiche sono di qualita' moderata: alcuni RCT (Coccetta et al., 2019, Journal of Sports Medicine and Physical Fitness) riportano un miglioramento del dolore e della funzionalita' nelle tendinopatie e nelle patologie muscolari, sebbene le revisioni sistematiche (Paolucci et al., 2020) evidenzino la necessita' di studi piu' ampi e rigorosi. La tecarterapia e' generalmente utilizzata come coadiuvante della terapia manuale e dell'esercizio, non come trattamento isolato.

Rischi documentati

Rischio di ustione superficiale o profonda in caso di applicazione prolungata su tessuti con scarsa vascolarizzazione o in soggetti con ridotta sensibilita' termica (neuropatie, diabete) — il fisioterapista monitorera' costantemente la sensazione termica del paziente; arrossamento cutaneo transitorio nella zona trattata; controindicazione assoluta in portatori di pacemaker o defibrillatore impiantabile (la radiofrequenza puo' interferire con il dispositivo).

Pacemaker e defibrillatori impiantati, gravidanza (regione addomino-pelvica), neoplasie nell'area e trombosi venosa profonda sono controindicazioni assolute: vanno escluse prima dell'applicazione e documentate nel consenso.

Controindicazioni

Controindicata in: portatori di pacemaker/ICD, gravidanza (regione addominale e pelvica), neoplasie nell'area di trattamento, trombosi venosa profonda in atto nella regione trattata, protesi metalliche nella zona di applicazione (rischio di surriscaldamento localizzato), aree con ridotta o assente sensibilita' termica, ferite aperte o infezioni cutanee. Cautela in: presenza di impianti metallici profondi — valutazione caso per caso.

Cosa fare prima e dopo il trattamento

Prima: rimuovere oggetti metallici dalla zona da trattare (gioielli, piercing); comunicare la presenza di protesi metalliche, pacemaker o dispositivi impiantati; segnalare alterazioni della sensibilita' cutanea. Dopo: e' possibile un lieve arrossamento cutaneo che si risolve in poche ore; l'effetto antidolorifico puo' essere immediato ma il miglioramento strutturale richiede piu' sedute. Evitare: applicazione di ghiaccio immediatamente dopo la seduta (annullerebbe l'effetto termico terapeutico), salvo diversa indicazione. Attenzione: comunicare immediatamente al fisioterapista durante la seduta qualsiasi sensazione di calore eccessivo, bruciore o dolore acuto.

Cosa deve contenere il consenso informato

Domande frequenti

La tecarterapia può causare ustioni?

È il rischio principale: un'ustione superficiale o profonda può verificarsi in caso di applicazione prolungata su tessuti poco vascolarizzati o in soggetti con ridotta sensibilità termica, come nelle neuropatie o nel diabete. Il fisioterapista monitora costantemente la sensibilità durante la seduta.

Chi non può fare la tecarterapia?

È controindicata in modo assoluto nei portatori di pacemaker o defibrillatore impiantabile, in gravidanza per la regione addominale e pelvica, in presenza di neoplasie nell'area di trattamento, di trombosi venosa profonda in atto nella regione e di protesi metalliche nell'area.

Perché serve il consenso per una terapia strumentale?

Perché documenta che il paziente è stato informato del rischio di ustione e che sono state escluse le controindicazioni assolute, come la presenza di un pacemaker. È un elemento di tutela sia per il paziente sia per il professionista.

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Contenuti verificati al 2026-06-13. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro — Fisioterapia (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · D.M. 14 settembre 1994, n. 741 — profilo professionale del fisioterapista