Consenso informato · Psicologo

Consenso informato per le tecniche ludiche in età evolutiva

Le tecniche ludiche sono strumenti dello psicologo dell'età evolutiva, usate nella valutazione e nel sostegno dei bambini attraverso il gioco. Il consenso informato è prestato dai genitori e deve affrontare aspetti tipici del lavoro con i minori: l'ansia da separazione iniziale e l'equilibrio tra coinvolgimento dei genitori e riservatezza dello spazio del bambino.

Quadro normativo in breve

Lo Psicologo è un professionista sanitario (L. 11 gennaio 2018, n. 3) iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi ai sensi della L. 18 febbraio 1989, n. 56, che all'art. 1 definisce gli atti tipici della professione (prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione e sostegno psicologico). Il consenso informato è acquisito ai sensi della Legge 219/2017; il trattamento dei dati, particolarmente sensibili in ambito psicologico, segue il GDPR (art. 9) e il segreto professionale.

Cos'è: Tecniche ludiche per valutazione e sostegno in età evolutiva

Le tecniche ludiche sono strumenti propri dello psicologo in età evolutiva, utilizzati in ambito valutativo e di sostegno per bambini che, per età o fase di sviluppo, non possono esprimersi compiutamente attraverso il linguaggio verbale. Il gioco strutturato (con materiali standardizzati) e semi-strutturato permette di osservare schemi relazionali, livello di sviluppo cognitivo e affettivo, capacità di simbolizzazione, modalità di gestione del conflitto. Non costituiscono di per sé psicoterapia (che richiede specializzazione aggiuntiva) ma una modalità metodologica appropriata alla fase evolutiva. Tipicamente utilizzate in sedute di 45 minuti, individualmente o in piccolo gruppo, con coinvolgimento periodico dei genitori. Per minori il consenso è prestato da entrambi gli esercenti la responsabilità genitoriale (artt. 316 e 337-ter c.c.).

Rischi documentati

Possibile ansia da separazione nelle prime sedute; regressione temporanea del bambino nel contesto del setting protetto; difficoltà dei genitori nel tollerare la riservatezza dello spazio di gioco del bambino.

Nelle prime sedute sono possibili ansia da separazione e una regressione temporanea del bambino nel setting protetto: il consenso prepara i genitori e chiarisce il valore della riservatezza dello spazio terapeutico del minore.

Controindicazioni

Quando emerga l'indicazione a un'articolazione del percorso, l'eventuale integrazione con l'attività psicoterapeutica ex art. 3 L. 56/1989 (in particolare per l'età evolutiva) o con altri professionisti è una scelta clinica valutata caso per caso. Richiede cautela in presenza di disturbi del neurosviluppo severi per cui è prioritaria la presa in carico neuropsichiatrica.

Cosa fare prima e dopo il trattamento

Prima: il genitore accompagna il bambino e può restare disponibile per un breve colloquio preliminare; non anticipare al bambino contenuti specifici né promettere ricompense per la partecipazione. Dopo: non interrogare il bambino sul contenuto della seduta — rispettare la privatezza dello spazio terapeutico; restare disponibili all'ascolto se il bambino desidera condividere spontaneamente; il bambino può mostrare stanchezza o maggiore emotività nelle ore successive, reazioni fisiologiche e transitorie. Evitare: utilizzare la seduta come minaccia o punizione; esporre il minore a contenuti stressanti nelle ore successive. Attenzione: contattare lo psicologo in caso di marcati cambiamenti del comportamento, disturbi del sonno o dell'alimentazione non presenti prima, segnali di disagio acuto.

Cosa deve contenere il consenso informato

Domande frequenti

Perché lo psicologo usa il gioco con i bambini?

Perché il gioco è uno strumento privilegiato per la valutazione e il sostegno in età evolutiva: consente al bambino, che per età o fase non si esprime facilmente a parole, di comunicare vissuti ed emozioni in un setting protetto.

Chi firma il consenso per il bambino?

Il consenso è prestato dagli esercenti la responsabilità genitoriale. ConsensoSicuro supporta anche la doppia firma genitoriale quando è necessaria la sottoscrizione di entrambi i genitori.

È normale che il bambino faccia fatica all'inizio?

Sì: nelle prime sedute possono comparire ansia da separazione e una regressione temporanea nel contesto protetto del setting; per i genitori può essere difficile tollerare la riservatezza dello spazio del bambino. Sono dinamiche previste e accompagnate dallo psicologo.

Come gestisco questo consenso in digitale?

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Contenuti verificati al 2026-06-13. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro — Psicologia (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · L. 18 febbraio 1989, n. 56 — ordinamento della professione di Psicologo