Consenso informato · Odontoiatra
Consenso informato per il dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD)
Il dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD) mantiene la mandibola avanzata durante il sonno, aumentando lo spazio delle vie aeree e riducendo russamento e apnee. È un'alternativa alla CPAP in casi selezionati. Le apnee ostruttive del sonno sono però una diagnosi medica: all'odontoiatra spetta il ruolo di sentinella e di realizzatore del dispositivo, mentre la diagnosi strumentale e la verifica di efficacia restano in capo al medico del sonno. Il consenso chiarisce questa condivisione di ruoli.
Quadro normativo in breve
La prestazione è un atto medico-odontoiatrico erogato dall'Odontoiatra iscritto all'Albo degli Odontoiatri (CAO/FNOMCeO). Il consenso informato è acquisito ai sensi della Legge 219/2017 ed è sempre specifico per procedura (Cass. 28985/2019); l'odontoiatra esercita ai sensi della L. 24/2017 (Gelli-Bianco). I dispositivi impiantati sono tracciati con codice UDI (D.M. Salute 11/5/2023); lo sbiancamento con perossido 0,1–6% è riservato all'odontoiatra e vietato sotto i 18 anni (Reg. CE 1223/2009).
Cos'è: Dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD) per le apnee ostruttive del sonno
Il dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD) e' un apparecchio orale che mantiene la mandibola in posizione avanzata durante il sonno, aumentando lo spazio delle vie aeree superiori e riducendo il collasso che causa russamento e apnee. E' un'alternativa alla CPAP in casi selezionati (russamento semplice, apnee ostruttive lievi-moderate e, nelle forme gravi, solo in caso di intolleranza o rifiuto della CPAP o della chirurgia). Le apnee ostruttive del sonno (OSAS) sono una diagnosi medica: le linee guida nazionali del Ministero della Salute sugli adulti (2014, pubblicate sul portale nel 2015) attribuiscono all'odontoiatra il ruolo di sentinella diagnostica e di realizzatore del dispositivo, mentre la diagnosi strumentale resta in capo al medico (polisonnografia analizzata da un medico esperto in medicina del sonno) e la scelta terapeutica e' condivisa. Il dispositivo si titola progressivamente, in genere al 50-75% della massima protrusione confortevole, con aggiustamenti guidati dai sintomi; l'efficacia va verificata con una polisonnografia di controllo eseguita con il dispositivo in sede, in collaborazione con il medico del sonno, a cui il paziente va reinviato se il disturbo non si risolve. L'efficacia a lungo termine e' meno documentata e non tutti i pazienti rispondono; l'aderenza al dispositivo e' determinante.
Rischi documentati
Effetti sull'occlusione a lungo termine, attesi e da dichiarare: la terapia prolungata modifica il morso in modo statisticamente e clinicamente significativo, con retroinclinazione degli incisivi superiori, proinclinazione degli inferiori e una riduzione media dell'overbite di circa 0,87 mm e dell'overjet di circa 0,86 mm (Chen et al., 2025); le modifiche dei denti possono diventare permanenti con l'uso a lungo termine e richiedono controlli odontoiatrici periodici per intercettarle. All'inizio sono frequenti dolore o tensione dell'articolazione temporomandibolare e dei muscoli, in genere transitori ma da monitorare, oltre ad aumento della salivazione o secchezza, indolenzimento dei denti e sensazione, al mattino, di un morso che non torna subito in posizione (in genere transitoria).
L'effetto da dichiarare è quello sull'occlusione a lungo termine: la terapia prolungata modifica il morso in modo statisticamente e clinicamente significativo, con una riduzione media dell'overbite di circa 0,87 mm e dell'overjet di circa 0,86 mm. Le modifiche dei denti possono diventare permanenti e richiedono controlli odontoiatrici periodici per intercettarle.
Controindicazioni
Denti o parodonto insufficienti a supportare il dispositivo; edentulia estesa; disordine temporomandibolare grave e sintomatico; assenza di una diagnosi medica di apnee ostruttive del sonno, poiche' il dispositivo non si applica senza l'inquadramento del medico del sonno.
Cosa fare prima e dopo il trattamento
Il percorso richiede la collaborazione con il medico esperto in medicina del sonno: la diagnosi e la verifica di efficacia (polisonnografia di controllo con il dispositivo in sede) sono di competenza medica. Effettuare i controlli odontoiatrici periodici per intercettare precocemente le modifiche del morso ed eventualmente adeguare il dispositivo. Indossare e titolare il dispositivo secondo le indicazioni e segnalare dolore articolare persistente. Nell'eta' evolutiva l'apnea del sonno ha percorsi dedicati (linee guida ministeriali 2016 per l'eta' evolutiva) e la gestione e' condivisa con pediatra e medico del sonno, con doppia firma nei minori.
Cosa deve contenere il consenso informato
- Presupposto di una diagnosi medica di apnee ostruttive (polisonnografia analizzata dal medico del sonno)
- Chiarimento dei ruoli: diagnosi e verifica di efficacia mediche, realizzazione del dispositivo odontoiatrica
- Titolazione progressiva del dispositivo (in genere al 50-75% della protrusione massima confortevole)
- Avviso sulle modifiche del morso a lungo termine, potenzialmente permanenti, e sui controlli periodici
- Effetti iniziali frequenti: tensione dell'articolazione e dei muscoli, salivazione o secchezza, morso mattutino alterato
- Verifica dell'efficacia con polisonnografia di controllo eseguita con il dispositivo in sede
- Requisito di denti e parodonto sufficienti; nel minore, gestione condivisa e doppia firma
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Domande frequenti
Il dentista può prescrivere il MAD da solo?
No. Le apnee ostruttive del sonno sono una diagnosi medica: la polisonnografia va analizzata da un medico esperto in medicina del sonno e la scelta terapeutica è condivisa. All'odontoiatra spettano il ruolo di sentinella diagnostica e la realizzazione del dispositivo. Senza l'inquadramento del medico del sonno il MAD non si applica, e la verifica di efficacia richiede una polisonnografia di controllo con il dispositivo in sede.
Il dispositivo può cambiare il mio morso?
Sì, ed è l'effetto da conoscere. La terapia prolungata modifica l'occlusione in modo significativo, con retroinclinazione degli incisivi superiori, proinclinazione degli inferiori e una riduzione media dell'overbite di circa 0,87 mm e dell'overjet di circa 0,86 mm. Queste modifiche possono diventare permanenti con l'uso a lungo termine, per cui servono controlli odontoiatrici periodici per intercettarle precocemente.
Quali fastidi dà il MAD all'inizio?
All'inizio sono frequenti dolore o tensione dell'articolazione temporomandibolare e dei muscoli, in genere transitori ma da monitorare, oltre ad aumento della salivazione o secchezza, indolenzimento dei denti e la sensazione, al mattino, di un morso che non torna subito in posizione, di solito transitoria. Un dolore articolare persistente va segnalato all'odontoiatra.
Il MAD va bene per tutte le apnee?
No: è indicato per il russamento semplice, le apnee ostruttive lievi-moderate e, nelle forme gravi, solo in caso di intolleranza o rifiuto della CPAP o della chirurgia. Denti o parodonto insufficienti, un'edentulia estesa e un disordine temporomandibolare grave e sintomatico lo controindicano. L'efficacia a lungo termine è meno documentata e non tutti i pazienti rispondono: l'aderenza al dispositivo è determinante.
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Contenuti verificati al 2026-08-04. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · Legge 8 marzo 2017, n. 24 (Gelli-Bianco) — responsabilità sanitaria · Reg. CE 1223/2009 — prodotti cosmetici (sbiancamento, perossido di idrogeno) · Linee guida Ministero della Salute sulle OSAS nell'adulto (2014/2015)