Consenso informato · Odontoiatra

Consenso informato per lo sbiancamento dentale professionale

Lo sbiancamento professionale schiarisce i denti naturali con gel a base di perossido di idrogeno o carbammide, in studio e/o a casa con mascherine su indicazione dell'odontoiatra. La normativa cosmetica europea riserva i prodotti tra lo 0,1% e il 6% ai soli odontoiatri e ne vieta l'uso sotto i 18 anni. Il consenso deve chiarire che il risultato non è permanente e che restauri, faccette e corone non si schiariscono, potendo poi risultare cromaticamente disallineati.

Quadro normativo in breve

La prestazione è un atto medico-odontoiatrico erogato dall'Odontoiatra iscritto all'Albo degli Odontoiatri (CAO/FNOMCeO). Il consenso informato è acquisito ai sensi della Legge 219/2017 ed è sempre specifico per procedura (Cass. 28985/2019); l'odontoiatra esercita ai sensi della L. 24/2017 (Gelli-Bianco). I dispositivi impiantati sono tracciati con codice UDI (D.M. Salute 11/5/2023); lo sbiancamento con perossido 0,1–6% è riservato all'odontoiatra e vietato sotto i 18 anni (Reg. CE 1223/2009).

Cos'è: Sbiancamento dentale professionale

Lo sbiancamento professionale schiarisce il colore dei denti naturali mediante gel a base di perossido di idrogeno (H2O2) o di precursori che lo rilasciano (perossido di carbammide), applicato in studio (concentrazioni maggiori, eventualmente con lampada) e/o a casa con mascherine personalizzate su indicazione dell'odontoiatra. La normativa cosmetica europea (Regolamento CE 1223/2009, Allegato III voce 12) stabilisce che i prodotti con perossido di idrogeno presente o rilasciato maggiore di 0,1% e minore/uguale a 6% sono venduti solo agli odontoiatri e che, per ogni ciclo, il primo utilizzo e' eseguito dall'odontoiatra o sotto la sua diretta supervisione, previo esame clinico, dopodiche' il paziente puo' proseguire a casa; i prodotti minori/uguali a 0,1% sono di libera vendita, quelli superiori al 6% sono vietati come cosmetici. La stessa norma vieta l'uso sotto i 18 anni. Il risultato non e' permanente: tende a regredire nel tempo (mesi-anni, secondo alimentazione, fumo e igiene) e puo' richiedere ritocchi di mantenimento, per cui non va promesso un colore definitivo. Lo sbiancamento non modifica il colore di otturazioni in composito, faccette, corone, ponti e altri restauri: dopo il trattamento questi manufatti possono risultare cromaticamente disallineati rispetto ai denti schiariti e potrebbero dover essere rifatti per uniformare il colore (informazione con rilievo anche economico).

Rischi documentati

Sensibilita' dentale transitoria: e' l'effetto avverso piu' comune, in genere lieve-moderato e reversibile in poche ore o giorni; la sua frequenza e' elevata e dose-dipendente, cresce con la concentrazione del perossido ed e' riportata in letteratura in un intervallo ampio, indicativamente dall'8-66% fino a oltre il 78% dei pazienti secondo protocollo e concentrazione, con picco subito dopo il trattamento e risoluzione tipica entro circa 24 ore. Sono possibili irritazione delle gengive e delle mucose per contatto del gel e irritazione della gola in caso di ingestione, in genere transitorie e gestibili (paste desensibilizzanti, sospensione temporanea). Non tutti i denti rispondono allo stesso modo: le discromie intrinseche, le macchie da tetracicline e i denti devitalizzati danno un risultato limitato o variabile.

Il divieto normativo è netto: lo sbiancamento è vietato sotto i 18 anni (Reg. CE 1223/2009) e non è superabile dal consenso dei genitori. L'effetto avverso più comune è la sensibilità dentale transitoria, dose-dipendente e reversibile, riportata in un intervallo ampio (dall'8-66% fino a oltre il 78%), con picco subito dopo il trattamento.

Controindicazioni

Controindicazione assoluta di natura normativa: eta' inferiore a 18 anni. Il divieto deriva dal Regolamento CE 1223/2009 e non e' superabile dal consenso dei genitori. Gravidanza e allattamento sono esclusi in via prudenziale. Controindicazioni cliniche: carie non trattate, lesioni cervicali o erosioni dello smalto, gengiviti o parodontiti attive, ipersensibilita' dentale marcata preesistente e allergia ai componenti, da valutare o bonificare prima del trattamento.

Cosa fare prima e dopo il trattamento

Il primo utilizzo di ogni ciclo e' eseguito dall'odontoiatra o sotto la sua diretta supervisione, previo esame clinico. Gestire l'eventuale sensibilita' con paste desensibilizzanti e, se necessario, sospendere temporaneamente. Ricordare che il risultato non e' permanente e puo' richiedere ritocchi, e che i restauri preesistenti non si schiariscono e potrebbero dover essere rifatti per uniformare il colore. Nei minori il trattamento non si esegue: essendo vietato sotto i 18 anni, non si pone il tema della doppia firma.

Cosa deve contenere il consenso informato

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Domande frequenti

Si può sbiancare i denti a un minorenne?

No. Il Regolamento CE 1223/2009 vieta l'uso dei prodotti sbiancanti con perossido di idrogeno sotto i 18 anni, e questo divieto non è superabile dal consenso dei genitori: è una controindicazione assoluta di natura normativa. La stessa norma riserva i prodotti con perossido tra lo 0,1% e il 6% ai soli odontoiatri, vieta quelli superiori al 6% come cosmetici e lascia liberi solo quelli fino allo 0,1%.

Dopo lo sbiancamento i denti diventano sensibili?

La sensibilità dentale transitoria è l'effetto avverso più comune, in genere lieve-moderato e reversibile in poche ore o giorni. La sua frequenza è elevata e dose-dipendente, cresce con la concentrazione del perossido ed è riportata in un intervallo ampio, indicativamente dall'8-66% fino a oltre il 78% dei pazienti, con picco subito dopo il trattamento e risoluzione tipica entro circa 24 ore. Si gestisce con paste desensibilizzanti.

Lo sbiancamento schiarisce anche otturazioni e capsule?

No, ed è un'informazione con rilievo anche economico. Lo sbiancamento non modifica il colore di otturazioni in composito, faccette, corone, ponti e altri restauri: dopo il trattamento questi manufatti possono risultare cromaticamente disallineati rispetto ai denti schiariti e potrebbero dover essere rifatti per uniformare il colore. Il risultato, inoltre, non è permanente e tende a regredire nel tempo.

Il risultato dello sbiancamento dura per sempre?

No. Il colore tende a regredire nel tempo, da mesi ad anni, secondo alimentazione, fumo e igiene, e può richiedere ritocchi di mantenimento: per questo non va promesso un colore definitivo. Non tutti i denti rispondono allo stesso modo: le discromie intrinseche, le macchie da tetracicline e i denti devitalizzati danno un risultato limitato o variabile, da chiarire prima del trattamento.

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Contenuti verificati al 2026-08-04. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · Legge 8 marzo 2017, n. 24 (Gelli-Bianco) — responsabilità sanitaria · Reg. CE 1223/2009 — prodotti cosmetici (sbiancamento, perossido di idrogeno) · Regolamento CE 1223/2009, Allegato III voce 12 — prodotti sbiancanti