Consenso informato · Psichiatra

Consenso informato per l'elettroconvulsivoterapia (ECT)

L'elettroconvulsivoterapia (ECT) induce in modo controllato una crisi epilettica generalizzata, in anestesia generale con miorilassamento, ed è indicata nella depressione grave farmacoresistente, nella depressione con sintomi psicotici o catatonici e nel rischio suicidario acuto. In Italia è regolamentata da normative specifiche ed eseguibile solo in strutture autorizzate. Il consenso informato, scritto e rinnovato periodicamente, deve affrontare con onestà benefici ed effetti cognitivi transitori.

Quadro normativo in breve

Lo psichiatra è un medico-chirurgo specialista in Psichiatria, iscritto all'Albo dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) e vincolato dal Codice di Deontologia Medica; la prescrizione di psicofarmaci è atto medico riservato. Diagnosi secondo DSM-5-TR e ICD-11. Il consenso informato è acquisito ai sensi della Legge 219/2017 e il trattamento dei dati segue il GDPR (art. 9).

Cos'è: Elettroconvulsivoterapia (ECT)

L'elettroconvulsivoterapia (ECT) consiste nell'induzione controllata di una crisi epilettica generalizzata mediante stimolo elettrico transcranico, in anestesia generale con miorilassamento (succinilcolina) e ventilazione assistita. Indicazioni elettive (NICE TA59, 2003/2010; SOPSI/SIP): depressione maggiore grave farmacoresistente, depressione con sintomi psicotici o catatonici, rischio suicidario acuto, mania resistente, schizofrenia catatonica, sindrome neurolettica maligna. L'UK ECT Review Group (Lancet 2003) ha documentato superiorità dell'ECT rispetto alla farmacoterapia nella depressione grave (effect size 0,80) e rispetto all'ECT simulata. Mutz et al. (Cochrane 2019) confermano efficacia in depressione unipolare resistente con response rate 60-80%. In Italia l'ECT è regolamentata dalla Circolare Ministero Sanità 15 febbraio 1999 e dal parere CNB 1995, eseguibile solo in strutture autorizzate con consenso informato scritto del paziente capace o, in caso di incapacità, con procedure previste dalla L. 219/2017 (amministratore di sostegno/tutore).

Rischi documentati

Mortalità stimata 2,1 per 100.000 trattamenti (Tørring 2017), sovrapponibile alle anestesie minori. Effetti cognitivi: amnesia anterograda transitoria (30-50% nelle prime settimane), amnesia retrograda autobiografica in 12-55% (Semkovska 2010, Biol Psychiatry) con recupero entro 6 mesi. Cefalea post-trattamento 45%, mialgia 20%, nausea 25%. Eventi cardiovascolari (aritmie transitorie, ipertensione) 0,9%. Stato epilettico prolungato <1/1000. Frattura <1/10.000 con moderni protocolli miorilassanti. Recidiva depressiva senza terapia di mantenimento fino al 50% a 6 mesi (Jelovac 2013, Neuropsychopharmacology).

La mortalità stimata è di 2,1 per 100.000 trattamenti, sovrapponibile a quella delle anestesie minori. Gli effetti più rilevanti sono cognitivi: amnesia anterograda transitoria nel 30-50% dei casi e amnesia retrograda autobiografica nel 12-55%, con recupero generalmente entro sei mesi.

Controindicazioni

Non esistono controindicazioni assolute (APA Task Force 2001). Controindicazioni relative ad alto rischio: ipertensione endocranica, lesioni occupanti spazio cerebrali, aneurismi instabili, IMA recente (<3 mesi), scompenso cardiaco grave, feocromocitoma non trattato, distacco retinico, glaucoma ad angolo chiuso non trattato. In gravidanza ECT considerata sicura in tutti i trimestri (Leiknes 2015) con monitoraggio fetale; anestesia con intubazione dopo 14a settimana. Interazioni: litio aumenta rischio di delirium post-ictale e crisi prolungate (sospendere 24-48h prima); benzodiazepine e anticonvulsivanti elevano soglia convulsiva; teofillina aumenta rischio status epilepticus.

Cosa fare prima e dopo il trattamento

Pre-trattamento: valutazione internistica, ECG, emocromo, elettroliti, funzionalità tiroidea, TC/RM encefalo se indicata, visita anestesiologica, valutazione odontoiatrica (rischio traumi dentali). Digiuno >=6-8 ore per solidi e 2 ore per liquidi chiari. Sospensione benzodiazepine e anticonvulsivanti secondo protocollo. Rimozione protesi dentarie, lenti, oggetti metallici. Consenso informato scritto rinnovato periodicamente. Ciclo standard: 6-12 sedute, 2-3 volte/settimana; mantenimento settimanale/mensile se indicato. Post-trattamento: monitoraggio in recovery >=30-60 minuti fino a pieno recupero; idratazione e pasto leggero dopo 1-2 ore; astensione da guida per 24 ore; valutazione cognitiva (MMSE/MoCA) basale e seriata; assistenza di un familiare nelle prime 24 ore. Segnalare cefalea persistente, confusione oltre 24 ore, sintomi neurologici focali.

Cosa deve contenere il consenso informato

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Domande frequenti

L'ECT è una procedura pericolosa?

L'ECT moderna si esegue in anestesia generale con miorilassanti e ha una mortalità stimata di 2,1 per 100.000 trattamenti, paragonabile a quella delle anestesie minori. Le fratture, un tempo temute, sono oggi eccezionali grazie ai protocolli di miorilassamento. Restano rischi anestesiologici e cardiovascolari, valutati con accertamenti preliminari e con il coinvolgimento dell'anestesista.

L'ECT provoca perdita di memoria permanente?

Gli effetti sulla memoria sono per lo più transitori: un'amnesia anterograda nelle prime settimane e un'amnesia retrograda per eventi autobiografici, che tende a recuperare entro sei mesi. È l'aspetto che il consenso deve spiegare con maggiore chiarezza, insieme alla valutazione cognitiva eseguita prima e durante il ciclo per seguirne l'andamento.

Come ci si prepara a una seduta di ECT?

Servono una valutazione internistica, cardiologica, anestesiologica e odontoiatrica, con esami e, se indicato, imaging cerebrale. È richiesto il digiuno di almeno 6-8 ore per i solidi e la sospensione, secondo protocollo, di litio e anticonvulsivanti, che interferiscono con la crisi. Dopo la seduta sono previsti un periodo di osservazione, l'astensione dalla guida per 24 ore e l'assistenza di un familiare.

Quante sedute servono e chi può dare il consenso?

Un ciclo standard prevede in genere 6-12 sedute, due-tre volte a settimana, con eventuale mantenimento successivo. Il consenso è scritto e va rinnovato periodicamente. Quando il paziente non è capace di esprimerlo, si seguono le procedure previste dalla Legge 219/2017, con il coinvolgimento dell'amministratore di sostegno o del tutore.

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Contenuti verificati al 2026-08-04. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro — Psichiatria (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · Codice di Deontologia Medica — FNOMCeO · Circolare Ministero della Sanità 15 febbraio 1999 — ECT