Consenso informato · Oculista

Consenso informato per l'iniezione intravitreale di brolucizumab

Il brolucizumab (Beovu) è un anti-VEGF che consente intervalli di mantenimento lunghi, ma porta con sé un rischio specifico di grave infiammazione intraoculare e di vasculite retinica occlusiva, capace di causare una seria perdita visiva. Per questo è considerato un farmaco di seconda linea, da usare con avvertenze dedicate e un consenso rinforzato: il paziente deve capire perché, quando possibile, si preferisce un anti-VEGF di prima linea.

Quadro normativo in breve

La prestazione è un atto medico-chirurgico specialistico erogato dal Medico Chirurgo specialista in Oftalmologia iscritto all'Ordine dei Medici (FNOMCeO). Il consenso è acquisito ai sensi della Legge 219/2017 ed è sempre specifico per procedura (Cass. 28985/2019); il bevacizumab intravitreale è un uso off-label erogato ex L. 648/1996 con obbligo di informare sulle alternative approvate; gli usi off-label sono ammessi alle condizioni della L. 94/1998.

Cos'è: Iniezione intravitreale di brolucizumab (farmaco di seconda linea, rischio vasculite)

Il brolucizumab (Beovu) e' un anti-VEGF a basso peso molecolare, on-label per AMD neovascolare e DME, in classe H con scheda di monitoraggio AIFA (Nota 98) e monitoraggio addizionale. Consente intervalli di mantenimento lunghi (che non devono MAI essere inferiori a 8 settimane, lezione dello studio MERLIN). A causa di un rischio specifico di grave infiammazione intraoculare e di vasculite retinica, comprese le forme occlusive che possono causare grave perdita visiva, e' considerato un farmaco di SECONDA LINEA, da usare con avvertenze dedicate e consenso rinforzato.

Rischi documentati

Segnale di sicurezza centrale (rianalisi HAWK/HARRIER, Mones 2021): infiammazione intraoculare 4,6% (contro 1,1% con aflibercept), infiammazione con vasculite retinica 3,3%, vasculite occlusiva 2,1%, perdita visiva di almeno 15 lettere associata all'infiammazione 0,74% (contro 0,14%). Gli eventi sono piu' frequenti all'inizio del trattamento e piu' frequenti nelle donne (5,3% contro 3,2% negli uomini, RCP EMA), con rischio aumentato in caso di anamnesi di infiammazione o occlusione vascolare nei 12 mesi precedenti. Tra chi sviluppa vasculite occlusiva, circa 1 su 5 ha una grave perdita visiva. Altri rischi: endoftalmite non comune, distacco/rottura di retina, aumento della pressione oculare, cataratta; eventi tromboembolici sistemici in linea con la classe (circa 4,5%).

Segnale di sicurezza centrale: infiammazione intraoculare nel 4,6% (contro l'1,1% con aflibercept), vasculite retinica nel 3,3% e forma occlusiva nel 2,1%; tra chi sviluppa vasculite occlusiva circa 1 paziente su 5 subisce una grave perdita visiva. Gli eventi sono più frequenti all'inizio del trattamento e nelle donne (5,3% contro 3,2%).

Controindicazioni

Controindicazioni assolute (RCP EMA): ipersensibilita' (puo' manifestarsi come grave infiammazione intraoculare); infezioni oculari/perioculari attive o sospette; infiammazione intraoculare attiva. Avvertenza forte: l'anamnesi di infiammazione intraoculare o di occlusione vascolare nei 12 mesi precedenti aumenta il rischio e impone un monitoraggio stretto. Da preferire un anti-VEGF di prima linea quando possibile.

Cosa fare prima e dopo il trattamento

Prima: documentare l'informativa sul rischio di vasculite occlusiva e sulla natura di seconda linea del farmaco, e l'assenza di anamnesi di infiammazione/occlusione nei 12 mesi; asepsi con povidone-iodio. Dopo: consegnare istruzioni scritte sui segni d'allarme e un canale di contatto urgente. Il paziente si impegna a contattare IMMEDIATAMENTE l'oculista, anche di notte o nei festivi, in caso di occhio rosso, sensibile alla luce, dolente, o di qualsiasi cambiamento della vista.

Cosa deve contenere il consenso informato

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Domande frequenti

Perché il brolucizumab è un farmaco di seconda linea?

Perché a fronte di intervalli di mantenimento lunghi comporta un rischio specifico di grave infiammazione intraoculare e di vasculite retinica, comprese le forme occlusive che possono causare una grave perdita visiva. Quando è disponibile un anti-VEGF di prima linea con profilo più sicuro, questo va preferito. L'intervallo di mantenimento, inoltre, non deve mai scendere sotto le 8 settimane, come ha insegnato lo studio MERLIN.

Quanto è frequente la vasculite retinica?

Nelle rianalisi degli studi registrativi l'infiammazione intraoculare è al 4,6%, la forma con vasculite retinica al 3,3% e quella occlusiva al 2,1%; la perdita di almeno 15 lettere associata all'infiammazione è allo 0,74% contro lo 0,14% dell'aflibercept. Tra i pazienti con vasculite occlusiva, circa 1 su 5 ha una grave perdita visiva: sono numeri che giustificano il consenso rinforzato.

Chi è più esposto agli eventi avversi?

Gli eventi sono più frequenti nelle prime fasi del trattamento e nelle donne (5,3% contro il 3,2% negli uomini). Un'anamnesi di infiammazione intraoculare o di occlusione vascolare nei 12 mesi precedenti aumenta ulteriormente il rischio e impone un monitoraggio stretto. La verifica di questi elementi prima della firma è parte integrante del consenso.

Come gestisco in digitale il consenso rinforzato?

Con ConsensoSicuro la scheda del brolucizumab riporta già le avvertenze sulla seconda linea e sulla vasculite occlusiva. Il modulo arriva al paziente via WhatsApp o SMS, che firma con firma elettronica semplice e verifica OTP; puoi allegare le istruzioni scritte sui segni d'allarme e tenere tracciata la consegna del canale di contatto urgente, con l'archivio cifrato a norma.

Genera il consenso in digitale

Con ConsensoSicuro il consenso per iniezione intravitreale di brolucizumab (farmaco di seconda linea, rischio vasculite) è già pronto nella libreria oculista: invio via WhatsApp/SMS, firma con il dito e verifica OTP, archivio cifrato AES-256 con hash di integrità. Prova gratuita 7 giorni senza carta di credito.

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Contenuti verificati al 2026-08-04. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · Legge 23 dicembre 1996, n. 648 — usi off-label a carico SSN (bevacizumab) · Legge 8 aprile 1998, n. 94 — prescrizione off-label