Consenso informato · Psicologo

Consenso informato per la terapia ABA

La terapia ABA (analisi comportamentale applicata) è un intervento abilitativo dell'età evolutiva: insegna abilità funzionali — comunicazione, autonomie, gioco, interazione sociale, abilità scolastiche — e riduce i comportamenti che ostacolano lo sviluppo. Il consenso informato deve dire alla famiglia chi progetta e chi supervisiona il programma, chi conduce materialmente le sedute, quali procedure vengono usate e quali no, e che i benefici variano molto da bambino a bambino e non possono essere garantiti.

Quadro normativo in breve

Lo Psicologo è un professionista sanitario (L. 11 gennaio 2018, n. 3) iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi ai sensi della L. 18 febbraio 1989, n. 56, che all'art. 1 definisce gli atti tipici della professione (prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione e sostegno psicologico). Il consenso informato è acquisito ai sensi della Legge 219/2017; il trattamento dei dati, particolarmente sensibili in ambito psicologico, segue il GDPR (art. 9) e il segreto professionale.

Cos'è: Terapia ABA (analisi comportamentale applicata)

L'analisi comportamentale applicata (ABA) è un intervento abilitativo che usa i principi dell'apprendimento per insegnare abilità funzionali (comunicazione, autonomie, gioco, interazione sociale, abilità scolastiche) e ridurre i comportamenti che ostacolano lo sviluppo. Parte da una valutazione delle abilità e da un'analisi funzionale dei comportamenti; gli obiettivi sono misurabili e i progressi vengono registrati a ogni seduta per adattare il programma. Le tecniche comprendono rinforzo positivo, suddivisione delle abilità in passi, insegnamento in situazioni strutturate e naturali, generalizzazione in famiglia e a scuola. È l'approccio più studiato per i bambini con disturbo dello spettro autistico, soprattutto in età prescolare; le linee guida italiane più recenti ne suggeriscono l'uso con raccomandazione condizionata, perché la qualità delle prove è bassa, e non tutte le linee guida internazionali lo raccomandano come intervento a sé. I benefici variano molto da bambino a bambino e non possono essere garantiti. Non sono impiegate procedure avversive: ogni procedura di riduzione dei comportamenti diversa dal rinforzo è concordata in anticipo con i genitori e può essere revocata. Valutazione, analisi funzionale, progettazione e supervisione sono dello psicologo; le sedute possono essere condotte, sotto la sua responsabilità, da tecnici del comportamento formati, i cui nominativi e qualifiche sono comunicati alla famiglia. L'intensità è concordata caso per caso, da poche ore settimanali a programmi intensivi, con coinvolgimento attivo dei genitori; eventuali videoregistrazioni per la supervisione richiedono un consenso specifico e separato. Per i minori il consenso è prestato da entrambi gli esercenti la responsabilità genitoriale (artt. 316 e 337-ter c.c.), tenendo conto della volontà del minore in relazione a età e maturità.

Rischi documentati

Non comporta rischi fisici. Sul piano psicologico: affaticamento e frustrazione del bambino, soprattutto nelle fasi iniziali o con obiettivi troppo impegnativi, con possibile aumento temporaneo di pianto, rifiuto o comportamenti di fuga; dipendenza dagli aiuti dell'adulto se non vengono ridotti gradualmente; difficoltà a trasferire quanto appreso in contesti diversi da quello di insegnamento. Per la famiglia: impegno di tempo rilevante e necessità di coerenza tra le figure che si occupano del bambino. Il programma viene rivisto con i genitori quando compaiono segnali di stress.

Non sono impiegate procedure avversive: ogni procedura di riduzione dei comportamenti diversa dal rinforzo è concordata in anticipo con i genitori e può essere revocata. Le eventuali videoregistrazioni per la supervisione richiedono un consenso specifico e separato.

Controindicazioni

Non esistono controindicazioni mediche assolute. L'intervento richiede una diagnosi o una valutazione specialistica del neurosviluppo e non sostituisce gli accertamenti medici, neurologici o logopedici né eventuali terapie farmacologiche, con cui va coordinato. In presenza di comportamenti che mettono a rischio l'incolumità del bambino o di altri, o di condizioni mediche o psichiatriche instabili, l'intervento va inserito in una presa in carico condivisa con la neuropsichiatria infantile. Non è attuabile se la famiglia non può garantire la partecipazione e la continuità necessarie al programma.

Cosa fare prima e dopo il trattamento

Prima: portare la documentazione diagnostica e le valutazioni precedenti (neuropsichiatria infantile, logopedia, scuola); concordare gli obiettivi prioritari e l'intensità del programma; individuare le figure (genitori, educatori, insegnanti) che parteciperanno. Dopo ogni seduta: applicare a casa le strategie concordate, nelle situazioni quotidiane e con le stesse modalità usate in seduta; registrare comportamenti e progressi con le schede fornite; mantenere coerenza tra tutte le figure di riferimento. Evitare: aumentare o cambiare da soli le richieste al bambino; usare punizioni o sospendere i rinforzi concordati; interrompere il programma senza confronto con lo psicologo, perché la continuità è parte dell'efficacia. Attenzione: segnalare subito comparsa o aumento di comportamenti autolesivi o aggressivi, disturbi del sonno o dell'alimentazione, regressione delle abilità acquisite o segnali di malessere del bambino legati alle sedute.

Cosa deve contenere il consenso informato

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Domande frequenti

Che cosa impara concretamente il bambino in un programma ABA?

Abilità funzionali per la vita di tutti i giorni: comunicazione, autonomie, gioco, interazione sociale e abilità scolastiche. Il programma parte da una valutazione delle abilità e da un'analisi funzionale dei comportamenti, fissa obiettivi misurabili e usa rinforzo positivo, suddivisione delle abilità in passi, insegnamento in situazioni strutturate e naturali e generalizzazione in famiglia e a scuola.

L'efficacia dell'ABA è garantita?

No, e il consenso deve dirlo. È l'approccio più studiato per i bambini con disturbo dello spettro autistico, soprattutto in età prescolare, ma le linee guida italiane più recenti ne suggeriscono l'uso con raccomandazione condizionata perché la qualità delle prove è bassa, e non tutte le linee guida internazionali lo raccomandano come intervento a sé. I benefici variano molto da bambino a bambino.

Chi conduce le sedute: lo psicologo o un tecnico?

Valutazione, analisi funzionale, progettazione e supervisione sono dello psicologo. Le sedute possono essere condotte, sotto la sua responsabilità, da tecnici del comportamento formati: nominativi e qualifiche vanno comunicati alla famiglia e il consenso è il posto giusto per metterli nero su bianco.

Servono le firme di entrambi i genitori?

Sì: per i minori il consenso è prestato da entrambi gli esercenti la responsabilità genitoriale (artt. 316 e 337-ter c.c.), tenendo conto della volontà del minore in relazione a età e maturità. Con la doppia firma attiva, ConsensoSicuro invia due link distinti, uno per genitore, e considera il consenso completo solo quando entrambe le firme sono state raccolte.

Posso fermare o cambiare il programma?

Sì. Il consenso è revocabile in qualsiasi momento e ogni procedura di riduzione dei comportamenti concordata può essere ritirata. Il programma viene comunque rivisto con i genitori quando compaiono segnali di stress del bambino o della famiglia, e va segnalata subito la comparsa di comportamenti autolesivi o aggressivi, disturbi del sonno o dell'alimentazione o regressione delle abilità acquisite.

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Contenuti verificati al 2026-09-17. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro — Psicologia (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · L. 18 febbraio 1989, n. 56 — ordinamento della professione di Psicologo · Istituto Superiore di Sanità — Raccomandazioni della Linea guida sulla diagnosi e sul trattamento di bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico (2023) · NICE CG170 — Autism spectrum disorder in under 19s: support and management · Artt. 316 e 337-ter c.c. — responsabilità genitoriale e consenso per i minori