Consenso informato · Psicologo
Consenso informato per la valutazione neuropsicologica
La valutazione neuropsicologica indaga le funzioni cognitive superiori — memoria, attenzione, funzioni esecutive, linguaggio. Il consenso informato deve preparare il paziente all'impegno cognitivo richiesto e gestire con delicatezza l'eventuale frustrazione di fronte a prestazioni deficitarie, oltre a definire la restituzione dei risultati.
Quadro normativo in breve
Lo Psicologo è un professionista sanitario (L. 11 gennaio 2018, n. 3) iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi ai sensi della L. 18 febbraio 1989, n. 56, che all'art. 1 definisce gli atti tipici della professione (prevenzione, diagnosi, abilitazione-riabilitazione e sostegno psicologico). Il consenso informato è acquisito ai sensi della Legge 219/2017; il trattamento dei dati, particolarmente sensibili in ambito psicologico, segue il GDPR (art. 9) e il segreto professionale.
Cos'è: Valutazione neuropsicologica
La valutazione neuropsicologica è un'indagine specialistica delle funzioni cognitive superiori — memoria, attenzione, funzioni esecutive, linguaggio, capacità visuospaziali, prassia — condotta mediante batterie di test standardizzati con taratura italiana (es. ENB-2, Spinnler-Tognoni). È indicata per la diagnosi differenziale di deterioramento cognitivo, per la caratterizzazione funzionale di quadri neurologici (esiti di ictus, traumi cranici, patologie neurodegenerative), per la valutazione degli effetti cognitivi di condizioni psichiatriche e per l'orientamento riabilitativo. L'esame si svolge in 1-3 sedute di circa 60-120 minuti e si conclude con una relazione scritta dei risultati, contestualizzati rispetto ai dati normativi per età e scolarità.
Rischi documentati
Affaticamento cognitivo marcato, soprattutto in pazienti con riserva cognitiva ridotta; frustrazione e abbassamento dell'umore in caso di prestazioni deficitarie che rendono manifesta la compromissione; ansia anticipatoria rispetto agli esiti, in particolare quando la valutazione è finalizzata a verificare la presenza di declino cognitivo. Lo psicologo modulerà i tempi e le pause per contenere l'affaticamento.
L'affaticamento cognitivo può essere marcato, soprattutto con riserva cognitiva ridotta, e prestazioni deficitarie possono generare frustrazione: il consenso normalizza queste reazioni e definisce una restituzione attenta.
Controindicazioni
Non eseguibile in fase acuta di patologie cerebrovascolari, stati confusionali acuti, o condizioni che impediscono la collaborazione attiva del paziente per un tempo sufficiente. In caso di deficit sensoriali (visivi, uditivi) non corretti, è necessario impiegare strumenti adattati per evitare risultati non attendibili.
Cosa fare prima e dopo il trattamento
Prima: dormire almeno 7 ore la notte precedente; assumere le terapie farmacologiche abituali agli orari consueti; portare gli ausili sensoriali (occhiali, protesi acustiche); consumare un pasto leggero e idratarsi; evitare alcol e sostanze psicoattive nelle 24 ore precedenti. Dopo: prevedere un periodo di riposo — l'affaticamento cognitivo post-valutazione è normale e può durare alcune ore; non trarre conclusioni autonome sulla propria prestazione prima della restituzione formale dei risultati. Evitare: guidare a lungo immediatamente dopo una sessione prolungata se ci si sente molto stanchi; confrontare la propria esperienza con quella di altri pazienti. Attenzione: se i risultati dovessero evidenziare deficit significativi, lo psicologo ne discuterà in sede di restituzione e indicherà gli eventuali approfondimenti o interventi riabilitativi necessari.
Cosa deve contenere il consenso informato
- Descrizione dell'indagine delle funzioni cognitive superiori
- Informazione sull'affaticamento cognitivo e sull'impegno richiesto
- Gestione della frustrazione di fronte a prestazioni deficitarie
- Modalità di restituzione dei risultati
- Casi di non eseguibilità (fase acuta cerebrovascolare, stati confusionali)
- Trattamento dei dati sensibili e diritto di revoca
Domande frequenti
Cosa misura la valutazione neuropsicologica?
Le funzioni cognitive superiori: memoria, attenzione, funzioni esecutive, linguaggio e altre abilità. È un'indagine specialistica utile, ad esempio, nell'inquadramento di disturbi cognitivi e nel monitoraggio nel tempo.
È un esame faticoso?
Può comportare un affaticamento cognitivo marcato, soprattutto nei pazienti con riserva cognitiva ridotta, e talvolta frustrazione o un abbassamento dell'umore di fronte a prestazioni deficitarie. La valutazione viene organizzata tenendone conto.
Quando non può essere eseguita?
Non è eseguibile in fase acuta di patologie cerebrovascolari, in stati confusionali acuti o in condizioni che impediscono la collaborazione attiva del paziente. In questi casi viene rimandata.
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Contenuti verificati al 2026-06-13. Fonti: Libreria consensi ConsensoSicuro — Psicologia (contenuti clinici validati) · Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — consenso informato · L. 18 febbraio 1989, n. 56 — ordinamento della professione di Psicologo